Come ogni anno, quando arriva il momento di presentare la dichiarazione dei redditi, i contribuenti o i soggetti a cui si rivolgono per espletare l’adempimento, sono sempre pieni di dubbi ed incertezze di vario genere. Per fugare alcuni dubbi, provenienti da domande che gli operatori di patronato, Caf e Commercialisti rivolgono al Fisco, questi interviene con comunicati e circolari esplicative. È proprio quello che è successo venerdì 6 maggio, giorno in cui l’Agenzia ha emanato un nuovo comunicato stampa. Vediamo di cosa si tratta e le novità così come le ha comunicate il Fisco.

Spese mensa scolastica, ecco come fare

Il dubbio più grande per molti contribuenti era relativo alle spese di istruzione.

Tra le novità del nuovo 730 infatti, c’è la possibilità di scaricare le spese sostenute per la mensa scolastica dei propri figli fino a 400 euro per ognuno di essi. Nessuna differenza tra scuole e classi frequentate, quindi anche le spese per la mensa nella scuola di infanzia. Il problema su questa particolare agevolazione, al suo primo anno di applicazione, era di natura interpretativa, perchè anche se inserite tra le spese di istruzione, in effetti il corrispettivo pagato per far andare a mensa i figli, non viene pagato ad un istituto scolastico. Infatti di norma è il comune che si occupa del servizio mensa ed è al comune che i contribuenti pagano il servizio, spesso in concorso di spessa proprio con il comune. L’Agenzia ha fugato questo dubbio proprio con il comunicato di cui trattiamo, nel quale di fatto si autorizza i contribuenti a scaricare, sempre entro la soglia di 400 euro per figlio, le spese sostenute.

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Necessario però che la ricevuta di pagamento, il bonifico o qualsiasi altro mezzo che certifichi l’esborso, deve recare il nome di alunno e di istituto scolastico frequentato. Essendo questa una detrazione retroattiva, cioè che copre le spese sostenute nel 2015, quando non erano ancora detraibili, il contribuente dovrebbe farsi fare una ricevuta dal comune a cui paga il servizio ed il Fisco, per quest’anno, permette di riempire eventualmente i dati mancanti per rendere completa la certificazione di pagamento.

Altre novità provenienti dal Fisco

Risolto l’arcano delle spese mensa, ecco altri chiarimenti che secondo l’Agenzia erano necessari. Il bonus Irpef per esempio, quando il datore di lavoro non lo inserisce in busta paga, o lo inserisce in maniera erronea, per un qualsiasi motivo. In questo caso, il dipendente può chiedere al Fisco di mettere a posto la situazione, compilando il quadro C del 730. Altro importante chiarimento riguarda le spese per mettere il contatore individuale in una casa in condominio.

Le spese sostenute per misurare il reale consumo del proprio nucleo familiare è detraibile come tutti gli interventi di recupero del patrimonio edilizio e di risparmio energetico. La circolare in questo caso è chiarissima e sottolinea come la detrazione fruibile sia pari al 65% della spesa, entro i 30mila euro massimi previsti. L’Agenzia comunica inoltre che le spese sanitarie relative alla conservazione degli ovociti per le pratiche di fecondazione, sono detraibili anche se fatte fuori dai confini italiani, sempre che siano utilizzate o utilizzabili per pratiche legali in Italia.

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