I tanto contestati #studi di settore hanno i giorni contati. Il decreto fiscale collegato alla legge di Stabilità 2017 prevede, infatti, l’avvio del processo di rottamazione per gli accertamenti effettuati attraverso stime statistiche per passare ad un sistema di tassazione per imprese e professionisti più affidabile, con la previsione, inoltre, di meccanismi di ‘premi’ fiscali come l’abolizione dei controlli e rimborsi veloci per i contribuenti virtuosi.

Addio agli studi di settore: niente controlli e rimborsi veloci per i virtuosi

La novità dell’addio agli studi di settore è stata comunicata viceministro dell'Economia Luigi Casero nel corso dell’illustrazione del decreto fiscale collegato alla legge di bilancio.

La manovra che rivoluzionerà il sistema di tassazione per oltre 3,6 milioni di partite Iva sarà basata, secondo quanto annunciato da Casero, su quattro pilastri:

  • eliminazione degli studi di settore;
  • non saranno più richiesti al contribuente dati già in possesso dell’amministrazione finanziaria;
  • eliminazione degli studi per quelle categorie di professionisti che hanno, per natura stessa della loro professione, un andamento dei ricavi non omogeneo nel tempo (l’esempio fatto dal viceministro è quello degli avvocati);
  • introduzione degli ‘indici di fedeltà’ che consentiranno di premiare i contribuenti che fanno riscontrare un alto indice di fedeltà fiscale attraverso l’abolizione dei controlli (a meno che non sopravvengano sospetti di frode) e una corsia preferenziale per rimborsi veloci.

Partite Iva: le novità della legge di Stabilità 2017

Le novità previste dalla legge di Stabilità per le #partite IVA prevedono anche l’introduzione della tassazione al 24%, a prescindere dalla forma societaria, oltre alla nuova formula delle dichiarazioni periodiche dell’Iva, che diventano trimestrali, il superamento di strumenti come lo ‘spesometro’ e il pagamento delle #tasse ‘per cassa’.

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Tutte novità, afferma il viceministro Casero, che fanno parte di una azione di razionalizzazione e semplificazione fiscale perseguita dal governo e che introduce anche per aziende e professionisti il concetto di ‘compliance’ già messo in pratica per le persone fisiche con l’introduzione del modello 730 precompilato.

Lo scopo è quello di ridurre la mole di dati richiesti alle partite Iva, fino ad arrivare ad eliminarle completamente nel 2018, ed incentivare la fedeltà fiscale dei contribuenti attraverso premi come l’abolizione dei controlli e rimborsi veloci per i più virtuosi.