In un'epoca dove i flussi di notizie viaggiano massicciamente on line, è sempre più importante garantire la veridicità delle informazioni. Per mantenere un rapporto con i lettori, ma anche per fare un distinguo tra fonti attendibili e non. Dal 16 novembre si è iniziato a fare sul serio. Le principali testate mondiali hanno dichiarato guerra alle fake news aderendo al Trust Project, consorzio giornalistico nato nel 2014 da un'idea sviluppata all'Università californiana di Santa Clara.

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Guidato dalla pluripremiata reporter Sally Lehrman, il progetto ha come obiettivo lo sviluppo di standard di trasparenza che aiutino a valutare la qualità e la credibilità del giornalismo.

Come funziona

Il meccanismo è molto lineare. Negli ultimi due anni i ricercatori del Trust Project hanno intervistato lettori americani ed europei, chiedendogli cosa si aspettano quando leggono una notizia. Tra la moltitudine di risposte, ciò che emerge è il desiderio di affidabilità e trasparenza.

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A tutte le latitudini i lettori vogliono conoscere chi è l'autore dell'articolo che stanno leggendo, che tipo di competenze ha maturato e se è un esperto dell'argomento trattato. le indicazioni raccolte sono state poi rielaborate sottoforma di parametri - i cosiddetti trust indicators - e inviati come linee guida alle testate che hanno aderito. Dal canto loro, i giornali non si limitano a recepire i parametri, ma contribuiscono attivamente a svilupparne il contenuto e applicarlo nel concreto.

Chi ne fa parte

Oltre 75 i network dell'informazione, tra Europa e Stati Uniti, hanno contribuito a sviluppare i trust indicators. Testate prestigiose come il New York Times e il Washington Post, riviste specializzate come l'Economist e anche due quotidiani italiani: Stampa e Repubblica. Non sorprende che siano stati proprio i due giornali del gruppo editoriale Gedi i primi ad aderire al progetto. Negli ultimi anni, anche grazie al lavoro dei due direttori Maurizio Molinari e Mario Calabresi, Stampa e Repubblica sono attentissime a intercettare i bisogni e le aspettative dei lettori.Oltre alle testate giornalistiche c'è stato il supporto di aziende operanti in altri campi.

Il flusso di informazioni sempre più presente sui social network ha visto scendere in campo proprio Facebook e Twitter a supporto dell'iniziativa. Anche i motori di ricerca Bing e Google (dal 2014 finanziatore del progetto) stanno studiando i modi per utilizzare indicatori di affidabilità per far emergere il giornalismo di qualità.

Obiettivi

Gli obiettivi del Trust Project si articolano su quattro temi:

  • Notizie e informazioni verificate in un contesto che dà loro il significato corretto
  • Storie, informazioni e idee che riflettono diversi tipi di comunità, con i loro interessi e i loro punti di vista
  • Forum per favorire scambi di informazioni reciproche, per una maggiore comprensione degli argomenti
  • Una piattaforma per mantenere l'interesse dei lettori, spostando l'attenzione su temi poco discussi.
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