"Ce lo hanno chiesto i lettori". Esordisce così il direttore Mario Calabresi nell'illustrare il motivo principale del rinnovamento di Repubblica, storico quotidiano fondato da Eugenio scalfari nel 1976. Alla conferenza di presentazione del nuovo giornale, tenuta il 21 novembre al Convention Center "La Nuvola" di Roma, Calabresi parla di "condanna al cambiamento". Non solo per stare al passo coi tempi, sempre più frenetici e poco inclini a far viaggiare le notizie su carta, ma una condanna che accompagna Repubblica dalla sua nascita.

Volendo prendere a esempio gli altri due principali quotidiani italiani, Corriere della Sera e Stampa, oltre a esser stato fondato più di mezzo secolo dopo, Repubblica si è sempre contraddistinta per uno stile e un modo di raccontare il mondo diverso dagli altri. Tanto da creare un bacino di lettori fortemente affezionato e inquadrato in un pubblico di élite. Nel 1976 fu un successo editoriale. Scalfari e Caracciolo (altro fondatore) erano considerati dei folli a voler intraprendere quell'esperimento, in un mercato saturo e apparentemente senza spazi di crescita.

Nonostante le premesse, Repubblica è riuscita ad affermarsi come uno dei principali quotidiani italiani, con tirature da capogiro fino agli anni '90. Poi è arrivato internet, il web, e le notizie gratuite. In un primo momento, grazie alla creazione del sito Repubblica.it e alla lungimiranza del direttore di allora Ezio Mauro, sembrava si riuscisse a combattere la disaffezione nei confronti del giornale cartaceo.

Ma in pochi anni, l'avvento dei social network e l'esplosione definitiva degli smatphone hanno reso necessario reinventarsi il modo di fare informazione, soprattutto per i quotidiani.

Ripartire dai lettori

La nuova repubblica in edicola oggi è il risultato di 18 mesi di analisi, indagini demoscopiche e creatività. Le circa 200mila copie di tiratura quotidiana rendono difficile la sopravvivenza e le pubblicità sono spesso insufficienti.

Allora la sfida è di ripensare un giornale adeguato ai tempi. "Oggi i nostri concorrenti non sono gli altri quotidiani - scrive Calabresi nell'editoriale di questa mattina - ma le televisioni tematiche, i social network, i corsi di yoga e di cucina". La sfida è riuscire a insinuarsi in tutti i momenti liberi dei lettori, dal caffè preso al bar prima di andare a lavoro al breve viaggio in autobus. Una sfida che si vince solo se si è capaci di reinventare il modo stesso di informare, non più solo attraverso la carta ma utilizzando app, podcast radiofonici e video.

Questi i motivi che hanno spinto Repubblica a scindersi in due prodotti distinti: da una parte il quotidiano cartaceo, non più saturo di notizie ma dedicato ad approfondimenti e riflessioni; dall'altra le innovazioni.

Novità

"Perché pagare per una notizia quando posso averla gratis?". Negli ultimi anni l'interrogativo si è fatto sempre più pressante tra i lettori. Difficile dargli torto, ancor più difficile però trovare una risposta.

Non ha senso pagare 1,50€ per sfogliare un giornale già vecchio a ora di pranzo, con le notizie che si susseguono incessanti in ogni momento della giornata. Per questo motivo Repubblica ha scelto di raddoppiare lo spazio del quotidiano dedicato alle analisi e ai commenti, scegliendo ogni giorno due temi in primo piano e due notizie fondamentali da approfondire. Tutto il resto verrà trattato on line dal sito Repubblica.it, per seguire passo passo cosa sta succedendo nel mondo 24 ore su 24. In aggiunta - e questa è la più grande novità - molta cura verrà dedicata ai podcast radiofonici, per permettere anche a chi è impegnato di ascoltare gli articoli invece di leggerli. Non meno importante è il cambiamento grafico. Le lamentele dei lettori erano indirizzate al corpo del testo, troppo piccolo e faticoso da leggere. I grafici Angelo Rinaldi e Francesco Franchi hanno inventato un un carattere più grande e lo hanno battezzato "Eugenio", in onore del fondatore Scalfari. Via anche le bande orizzontali azzurre, sostituite da colonne verticali grigie che rendono le pagine asciutte ed essenziali.Se il rinnovamento si dimostrerà vincente lo sapremo più in là. Nel frattempo, buona lettura.

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