E' stato denominato "Bad News" il nuovo videogame online che permette agli utenti di tutelarsi contro le fake news che vengono diffuse in rete. Da Google ai social networks, le notizie false sono diventate una costante nel mondo digitale. Per contrastare questo fenomeno è stato pubblicato online sul sito fakenewsgame.org un gioco interattivo che permetterebbe di "vaccinarsi" contro le cosiddette bad news che circolano su internet. La funzione "anti-bufala" di questo videogioco è stata propugnata dagli stessi ricercatori dell'università di Cambridge che ne hanno dimostrato l'efficace impatto psicologico sugli utenti contro la disinformazione digitale.

Come funziona "Bad News"

"Bad News" è un gioco interattivo in inglese disponibile su una piattaforma non a scopo di lucro ed è stato ideato proprio per testare sugli utenti la capacità di identificare a primo impatto qualunque notizia falsa che viene diffusa in rete. Tale gioco serve proprio a stimolare a livello psicologico l'utente digitale in modo che riconosca in modo immediato la notizia mendace da quella veritiera. Per raggiungere questo risultato, il giocatore viene incoraggiato a manifestare tutta la propria rabbia, frustrazione, paura sui social networks, in modo tale che il pubblico simulato nel gioco venga manipolato.

Il player deve dunque pubblicare post, foto o teorie complottistiche, cercando comunque di mantenere un certo grado di credibilità e di followers.

L'impatto psicolgico

Secondo i ricercatori di Cambridge, il fatto di stimolare l'utente a ingannare un pubblico digitale simulato servirebbe ad ottenere una maggiore capacità di resistenza all'inganno. L'obiettivo di tale videogioco è infatti quello di "far crescere anticorpi mentali" per permettere di contrastare la disinformazione.

Si tratta comunque di un gioco che è stato diffuso online in fase di sperimentazione dagli stessi ricercatori di Cambridge. Tale videogioco si è basato su un studio che è stato pubblicato sul Journal Of Risk Research. Infatti, prima di entrare nel vivo del gioco per diventare un propagandista a tutti gli effetti, vengono poste alcune domande facoltative che vengono raccolte a fini statistici e in forma anonima.

Queste domande servono proprio per verificare l'impatto che un tale videogame possa avere concretamente sulla psicologia dell'utente medio che utilizza internet e social networks.

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