Google ha un suo broswer proprietario: Google Chrome. Eppure, ci sono tutta una serie di altri browser che permettono la navigazione su internet e utilizzano lo stesso tipo di tecnologia. Questo perché si appoggiano al sistema Chromium, un motore open source che dà agli sviluppatori tutte le armi necessarie per creare un ottimo sistema di navigazione. Ora, però, sembra proprio che Google non voglia più questa situazione. Quali sono i provvedimenti?

Google Chrome contro tutti

Google ha una preoccupazione: le terze parti. Queste sono delle aziende esterne che utilizzano i suoi sistemi per creare software.

Infatti, molte di queste stanno utilizzando il motore Chromium per realizzare dei browser che siano competitivi sul mercato. Tutto questo è iniziato perché è possibile che terze parti abbiano accesso ad alcune funzionalità create appositamente per Google Chrome, come Chrome Sync e Click to Call (clicca per chiamare, ndr).

Dunque, è chiaro che per preservare le sue feature, voglia tagliare fuori queste aziende o programmatori esterni. Come? Impedendo loro di poter accedere alle proprie API. Sì, le Application Programming Interface servono per far comunicare due prodotti o servizi, senza che si scoprano le linee di codice che sono state scritte per la loro implementazione.

Perché Google ha preso questa decisione?

Un ingegnere capo di Google Chrome, Jochen Eisinger, ha spiegato che l'azienda vuole tenere le due funzionalità "solo per Google". Quindi, per far sì che questo accada, bisogna restringere l'accesso alle fonti dell'azienda, e quindi alle appena citate API.

Quando arriverà questo cambiamento?

Dal 15 marzo 2021. Ma non saranno ristrette solo le API per l'implementazione di Chrome Sync e Click to Call, ma anche tantissime altre. All'interno del post disponibile sul The Chromium Projects è possibile leggere quali saranno le API non più disponibili dopo l'aggiornamento. Tutto questo giustificato da Google con una semplice frase: "Molte delle API usate da Chromium sono intese solo per Google Chrome, e non per i prodotti derivati".

Google si sta chiudendo?

Nonostante sembri che Google voglia far chiudere i battenti a tantissimi software che utilizzano il suo engine, le cose non stanno proprio così. Anche perché questa è una delle differenze più grandi che ha con Apple, che è un "sistema più chiuso" ed è molto difficile poter creare qualcosa per la Mela Morsicata.

Infatti, Google ha spiegato che anche se le API saranno meno accessibili da marzo, ogni dato che è stato condiviso tramite Google sarà comunque disponibile, se si dispone di un account Google. In poche parole: i dati non saranno cancellati, ma possono essere visti e scaricati attraverso la pagina "Le Mie Attività di Google".

Non è chiaro perché Google abbia deciso di tagliare i ponti con i programmatori di terze parti, potrebbe essere un problema che hanno con Chromium o, più semplicemente, hanno deciso di avere totale controllo sulle loro API.

Non ci è dato sapere, ma questo cambiamento significa che per avere tutte le funzionalità che si desiderano dal browser, si dovrà necessariamente scaricare Google Chrome.

Ricordiamo che questo browser è disponibile per tutte le piattaforme e PC. Inoltre, è il browser di default del sistema operativo ChromeOS. Un nuovo rivale per Windows, Linux e MacOS, il quale sta trovando il suo spazio grazie alla sua leggerezza e ai PC particolarmente accessibili (chiamati Chromebook), che riescono a far incontrare qualità e prezzo. Anche se, come tutte le novità del mondo informatico, al momento ha alcuni limiti.

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