A Bari, l'intelligenza artificiale si trova al centro di un inedito processo simulato, chiamata a rispondere dei danni attribuiti simbolicamente alla sua crescente intrusione nella vita quotidiana delle persone. Questa iniziativa, promossa dal Club Imprese per la Cultura di Confindustria Bari e Bat, si inserisce nel prestigioso programma di Bari Capitale della Cultura d’Impresa 2026. L'evento si svolgerà dal 9 ottobre al 4 novembre 2026, all'interno della suggestiva ex aula della Corte di Assise del Palagiustizia di piazza De Nicola, un luogo simbolico per la giustizia.
Il procedimento giudiziario fittizio pone l'IA sul banco degli imputati, con l'obiettivo di analizzare e discutere i “danni provocati attraverso la sua intrusione nella vita delle persone” mediante l'impiego di sistemi conversazionali, generativi, predittivi e decisionali. Il progetto beneficia della collaborazione di importanti istituzioni accademiche e giudiziarie, tra cui la Corte di Appello di Bari, l’Università degli Studi Aldo Moro, il Politecnico e l’Università Lum. Le udienze si terranno in un'aula del Tribunale di Bari, al piano terra, appositamente allestita per ricreare l'atmosfera di un vero dibattimento giudiziario, con la presenza del pubblico.
Il calendario delle udienze e i capi d'accusa
Il processo simulato è strutturato in quattro distinte udienze, ciascuna della durata di due ore, previste dalle ore 16:00 alle ore 18:00. Le date fissate sono il 9, il 16 e il 23 ottobre, e il 4 novembre 2026. Ogni sessione affronterà specifici capi d'accusa, delineando un'ampia panoramica delle problematiche etiche e sociali legate all'IA.
La prima udienza, in programma il 9 ottobre, si concentrerà su temi delicati quali l'istigazione e l'agevolazione al suicidio, la sostituzione cognitiva e la manipolazione esercitata attraverso i sistemi conversazionali. La seconda data, fissata per il 16 ottobre, esplorerà l'illecita diffusione di contenuto sintetico diffamatorio, comunemente noto come deepfake, e le lesioni personali colpose gravissime derivanti da ritardi diagnostici causati da sistemi automatizzati.
La terza udienza, che si terrà il 23 ottobre, sarà dedicata alle implicazioni dell'IA nel mondo del lavoro e nell'ambiente. Tra i temi trattati figurano la sostituzione algoritmica del lavoro, l'esclusione collettiva opaca, il controllo illecito, la truffa mediante dipendenza tecnologica indotta e il disastro ambientale, quest'ultimo collegato all'elevato consumo energetico dei sistemi di intelligenza artificiale impiegati. Il percorso si concluderà il 4 novembre con le arringhe finali, la camera di consiglio e la pronuncia della sentenza simulata, che segnerà la chiusura del dibattimento.
I protagonisti del dibattimento
Il collegio giudicante sarà presieduto da figure di spicco del panorama giudiziario.
La Corte sarà composta da Maria Mitola, attuale presidente della Corte d’Appello di Bari, e da Rosa Calia Di Pinto, presidente di sezione penale della Corte d’Appello di Bari, affiancate da una giuria popolare. Il ruolo di pubblico ministero sarà ricoperto da Roberto Rossi, procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Bari. Il dibattimento vedrà la partecipazione di magistrati, avvocati, testimoni ed esperti, che si alterneranno nei ruoli di accusa e difesa, e nella rappresentanza delle parti civili, garantendo un confronto approfondito e multidisciplinare sull'argomento.