A Cosenza, il 14 settembre 2026, Gianluigi Greco è intervenuto nel dibattito sul possibile rallentamento dello sviluppo dei modelli di intelligenza artificiale (IA). La discussione era stata avviata da Dario Amodei, fondatore di Anthropic. Greco, che ricopre il ruolo di coordinatore del Comitato istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri per l’aggiornamento della strategia nazionale sull’intelligenza artificiale, ha espresso la sua posizione, giudicando poco realistico e praticabile imporre una pausa allo sviluppo dell’IA, specialmente se si considerano le attuali e rapide dinamiche dell’innovazione globale.

Il rettore dell’Università della Calabria ha riconosciuto all’intervento di Amodei il significativo merito di aver saputo portare una riflessione così cruciale, che trascende la cerchia degli addetti ai lavori per riguardare l'intera collettività, e di averla efficacemente collocata al centro dell’agenda pubblica. Il punto focale, secondo Greco, non è bloccare la tecnologia, ma piuttosto orientarne l’evoluzione. Ha sottolineato: “Imporre una pausa o un rallentamento allo sviluppo dell'intelligenza artificiale potrebbe tuttavia suonare velleitario di fronte alle dinamiche che oggi orientano l'innovazione globale”.

Garanzie, modelli aperti e verifiche indipendenti

Greco ha indicato come priorità assoluta un impegno e un lavoro comune e concertato, finalizzato a indirizzare il progresso tecnologico verso lo sviluppo di soluzioni capaci di offrire maggiori garanzie di affidabilità e controllo.

Nel suo intervento, ha specificamente citato i modelli ad architettura aperta e open weight, evidenziando come la trasparenza intrinseca di questi strumenti sia fondamentale. Tale caratteristica permette alla comunità scientifica di identificare con maggiore tempestività le vulnerabilità e, di conseguenza, di rendere la sicurezza tecnologica più robusta e accessibile a tutti.

Il tema della sicurezza rimane centrale anche nella valutazione dei rischi. Greco ha ribadito con forza che i rischi della tecnologia sono innegabilmente tanto concreti quanto le sue immense opportunità. Per questo, ha sostenuto che tali rischi devono essere governati con estremo pragmatismo, attraverso un sistema basato su verifiche indipendenti, l'adozione di regole chiare e la promozione di competenze diffuse a tutti i livelli.

In questo ampio quadro, ha inserito anche il percorso europeo, richiamando con urgenza la necessità di una convergenza internazionale. Questa visione comune dovrebbe essere saldamente fondata su solide garanzie e su un efficace sistema di controllo, elementi imprescindibili per un futuro digitale sicuro.

La soluzione complessiva indicata da Greco pone inequivocabilmente la persona al centro di ogni considerazione, valorizzando il rapporto intrinseco tra lo sviluppo tecnologico e il suo ruolo di servizio all’uomo. Ha concluso: “Mantenere la persona al centro, con la tecnologia al suo servizio, non è un vincolo allo sviluppo: è l'unica condizione affinché lo sviluppo mantenga un valore e un senso”.

Il contesto della dipendenza digitale