Francesco Macrì, presidente di Leonardo, è intervenuto il 2 settembre 2026 al Convegno nazionale Aias, tenutosi presso il Politecnico di Milano. Al centro del suo discorso, il profilo dell’ingegnere chiamato a operare in un contesto industriale in continua evoluzione, dove la competizione si fonda sempre più su conoscenza, innovazione e rapidità nel trasformare le idee in tecnologia concreta.
L'ingegnere del futuro: tra competenze tecniche e sistemi complessi
Macrì ha evidenziato come la competizione industriale futura sarà meno legata al costo e maggiormente incentrata sulla conoscenza approfondita, sulla capacità di innovare costantemente e sulla velocità di applicazione pratica delle nuove scoperte.
Nel delineare l'evoluzione della progettazione e delle competenze richieste, ha definito l'"ingegnere del futuro" come una figura dotata di solide basi scientifiche e tecniche, essenziale per governare sistemi complessi e integrare discipline eterogenee.
Le competenze richiamate spaziano dalla meccanica all'elettronica, dal software alla sensoristica, dai materiali alla cyber security e all'intelligenza artificiale. L'ingegnere ideale, secondo Macrì, non si limita alla padronanza di un singolo ambito tecnico, ma opera su architetture integrate dove componenti, dati, tecnologie digitali e responsabilità progettuali si fondono in sistemi articolati.
Intelligenza Artificiale: elevare il ruolo umano e la responsabilità
Macrì ha collegato l'uso di strumenti di intelligenza artificiale, capaci di generare migliaia di soluzioni, al valore del lavoro umano. Il contributo dell'ingegnere, infatti, si concentra sulla capacità di porre le domande giuste, di verificare i risultati, di esercitare un giudizio critico e di assumersi la responsabilità delle scelte. In questa impostazione, l'AI non riduce il ruolo umano, ma ne alza l'asticella, rendendolo più esigente e strategico.
Dall'ingegnere specialista all'architetto di sistema: la strategia Leonardo
Questa trasformazione implica un'evoluzione del progettista, che da specialista del singolo componente si eleva ad "architetto" del sistema.
Un tale cambiamento richiede un ecosistema della conoscenza coeso, che veda università, ricerca e industria operare in sinergia. Per Leonardo, che prevede 17 mila nuovi ingressi nel prossimo triennio, prevalentemente in ambito STEM, la formazione di queste competenze è una politica industriale strategica.