Giorgio Metta, direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), è intervenuto il 13 settembre 2026 al Festival della Comunicazione. Durante il dialogo con Gianluca Mercuri del Corriere della Sera, in occasione della presentazione del libro Inventare il Futuro, Metta ha posto al centro del suo intervento il tema dell’intelligenza artificiale, analizzandone i possibili impieghi e la cruciale questione dei suoi limiti. Ha definito l'IA una tecnologia potente, ma ha sottolineato che non è del tutto autonoma rispetto alle persone e alle organizzazioni che la attivano e la gestiscono.

Metta ha inquadrato l’intelligenza artificiale nel contesto delle tecnologie trasversali e ad alto impatto, evidenziando come il loro effetto, sia esso positivo o negativo, dipenda intrinsecamente dall’uso umano. Pur riconoscendo la necessità di stabilire regole, porre limiti agli impieghi indiscriminati e implementare verifiche adeguate, ha categoricamente escluso lo scenario di un’estinzione dell’umanità causata dall’IA come direzione probabile. Nel suo discorso, ha fatto riferimento anche a posizioni divergenti espresse, ad esempio, da Elon Musk su tematiche affini.

Il controllo umano e l'autonomia dei modelli

Il fulcro dell’analisi di Metta ha riguardato il rapporto tra i sistemi di intelligenza artificiale e il controllo umano.

I modelli, ha spiegato, non operano in completa autonomia: richiedono sempre che qualcuno impartisca un comando e avvii il processo, oltre a essere alimentati da input specifici. Da questa premessa deriva l’affermazione che esiste sempre un modo per fermarli e che il vero limite non risiede unicamente nella tecnologia stessa, ma piuttosto nell’uso che l'essere umano ne fa.

Nel passaggio conclusivo del suo ragionamento, Metta ha sintetizzato il nodo della responsabilità con una domanda diretta rivolta agli utilizzatori: “Dovremmo chiederci chi sono gli umani che impiegano queste tecnologie”. Il direttore scientifico dell’IIT ha così spostato l’attenzione su persone e organizzazioni che utilizzano i sistemi di IA, mantenendo centrale il tema delle finalità con cui tali strumenti vengono impiegati.

Rischi concreti e la necessità di regole

Durante l’intervento, sono stati richiamati anche esempi di rischi concreti connessi a usi impropri dell'intelligenza artificiale. Metta ha citato il caso di Anthropic, un’azienda che ha dovuto limitare l’utilizzo di uno dei suoi modelli dopo aver rilevato la possibilità che potesse essere impiegato per individuare vulnerabilità, evidenziando la costante necessità di una governance attenta e proattiva nel settore dell'IA.