La cybersecurity basata su intelligenza artificiale si evolve con Apate AI, startup australiana che schiera agenti artificiali sotto copertura. Questi bot interagiscono con i truffatori (fingendosi vittime, rispondendo a chiamate, messaggi, email, seguendo link di phishing e partecipando a gruppi social) per raccogliere informazioni operative. Lo scam baiting si afferma come infrastruttura strategica per banche, telco, utility e agenzie pubbliche.

Dallo scam baiting alla fraud intelligence

Nata nel 2024 da ricerche della Macquarie University, Apate AI impiega vittime fittizie per impegnare i truffatori.

L'obiettivo: non solo distrazione, ma raccolta di indicatori cruciali (conti bancari, wallet crypto, numeri di telefono, siti malevoli, marchi impersonati e pattern di frode). L'azienda dichiara di aver sottratto ai truffatori 17 anni di tempo in 2,5 milioni di conversazioni. Questi dati rafforzano filtri, liste di blocco, analisi transazionali e sistemi di prevenzione. È una logica proattiva che intercetta l'infrastruttura della frode prima delle perdite, superando la difesa reattiva.

La prova di efficacia: conversare non significa prevenire

È cruciale distinguere tra l'impegno dei truffatori, la raccolta di intelligence e la riduzione effettiva delle frodi. Apate AI ha dichiarato circa 350.000 bot e oltre 250.000 elementi informativi, ma tali numeri non sono verificati in modo indipendente.

Una conversazione prolungata attesta la credibilità del bot e un URL o un conto corrente raccolto è utile agli investigatori. La prevenzione richiede metriche più solide: accuratezza degli indicatori, campagne bloccate, confronto con sistemi alternativi e riduzione delle perdite. Senza valutazioni indipendenti, Apate AI resta una tecnologia promettente, ma non prova definitiva di superiorità sugli strumenti antifrode tradizionali.

L'AI antifrode ridefinisce la sicurezza

L'approccio di Apate AI, con agenti sotto copertura, rappresenta un cambio di paradigma nella prevenzione delle frodi. Spostando il focus dalla reazione all'anticipazione, mira a rafforzare le difese digitali contro le minacce del crimine online.