La conversazione sull’intelligenza artificiale nel cinema ha trovato un interprete inatteso in Ben Affleck. L’attore, regista e produttore è diventato un caso virale online dopo aver dimostrato una sorprendente precisione nel parlare di concetti come machine learning, reti neurali, transformer, tensori, GPU e inferenza. Questa esposizione ha evidenziato come una figura centrale di Hollywood stia descrivendo l’AI non come un semplice effetto speciale o una minaccia astratta, ma come una vera e propria infrastruttura produttiva.

Da star di Hollywood a pioniere dell’AI

Il percorso tecnologico di Affleck è iniziato con il suo interesse per il passaggio dal film analogico al digitale. L’attore ha seguito da vicino l’evoluzione dei flussi di lavoro negli effetti visivi, dove il machine learning è da tempo impiegato per riconoscere pattern, isolare elementi dell’immagine e semplificare attività complesse come il green screen e la post-produzione. La sua competenza va oltre quella di un semplice testimonial: Affleck ha dichiarato di saper scrivere piccoli script Python e utilizza concetti tecnici per spiegare come le immagini possano essere trasformate in dati numerici ed elaborate dai modelli.

Questa profonda familiarità ha portato alla fondazione di InterPositive, una startup specializzata in AI per il filmmaking, successivamente venduta a Netflix per una cifra vicina ai 600 milioni di dollari.

Più che il dato economico, è il modello industriale proposto da Affleck a essere significativo: egli sostiene che un uso etico dell’AI richieda dataset creati specificamente, legati a compiti precisi e sviluppati nel rispetto delle relazioni creative, dei diritti d’immagine e della proprietà intellettuale del lavoro artistico.

“Animals”: l’AI come supporto alla creatività

Questo approccio all’intelligenza artificiale nel cinema si riflette nel suo nuovo thriller, Animals, in uscita su Netflix e in alcune sale. Nel film, Affleck interpreta Mark Kimball, un candidato sindaco di Los Angeles coinvolto, insieme alla moglie interpretata da Kerry Washington, in una complessa rete di inganni. Durante le riprese, Affleck ha simulato una campagna elettorale per strada nei panni del suo personaggio, rimanendo colpito da quanto facilmente il pubblico accettasse quella maschera pubblica come reale.

Il riferimento all’AI nel contesto di Animals si concentra sull’aspetto produttivo. Affleck ha spiegato che l’intelligenza artificiale è stata impiegata per aumentare la qualità dell’illusione cinematografica e rendere più efficienti alcuni processi, senza però mirare a eliminare il contributo umano. La sua posizione è chiara: il valore dell’AI risiede nella capacità di amplificare strumenti, tempi e precisione, supportando il lavoro cinematografico senza sostituire la decisione creativa.