Il decimo convegno nazionale dell’Osservatorio Nazionale Informatica Forense (Onif), svoltosi a Genova il 16 ottobre 2026, ha acceso i riflettori sul cruciale rapporto tra intelligenza artificiale e giustizia. L'evento ha posto in evidenza il crescente e preoccupante rischio che deepfake e registrazioni false, create con avanzati strumenti digitali, possano infiltrarsi e compromettere l'integrità e la correttezza dei procedimenti giudiziari.
Il confronto, che ha riunito a Genova un'ampia e qualificata platea di professionisti, tra cui rappresentanti delle forze dell'ordine, magistrati e avvocati, ha indicato nella conoscenza approfondita e nella formazione continua gli strumenti indispensabili per contrastare efficacemente questi contenuti manipolati.
L'obiettivo comune è contribuire a garantire una "giustizia vera e giusta". Mattia Epifani, presidente nazionale dell'Onif, ha rimarcato l'importanza centrale di questo approccio sinergico: "La cosa forse più importante è formare gli altri, aiutare i partecipanti alla filiera del processo giudiziario ad avvicinarsi".
L'attendibilità delle prove digitali: una sfida per la giustizia
Dal dibattito è emersa con forza la necessità di una stretta collaborazione e di competenze condivise tra le diverse figure professionali coinvolte. È fondamentale che gli esperti di analisi forense possiedano una profonda conoscenza della materia processuale, così come è imprescindibile che pubblici ministeri e giudici si avvicinino alle metodologie e alle sfide dell'informatica forense.
Nicola Piacente, procuratore capo, ha sottolineato come questa integrazione sia essenziale per assicurare la piena attendibilità e la corretta acquisizione della prova digitale in ogni fase del processo.
Un esempio tangibile dei pericoli derivanti dall'uso improprio dell'IA è stato fornito da Domenico Pellegrini, presidente del tribunale per i minorenni, il quale ha richiamato l'allarmante fenomeno delle false registrazioni generate dall'intelligenza artificiale e impiegate in delicati procedimenti di separazione o affidamento di minori, con conseguenze potenzialmente devastanti per le famiglie.
La rapida evoluzione tecnologica rappresenta una sfida significativa anche per le attività delle forze dell'ordine.
Riccardo Zaccagnini, comandante regionale della Guardia di Finanza, ha evidenziato l'urgente necessità di dotarsi di strumenti e competenze adeguati per fronteggiare organizzazioni criminali sempre più "agguerrite" e sofisticate nell'uso delle tecnologie. Simili preoccupazioni sono state condivise da Rocco Nardulli, primo dirigente della polizia postale ligure, e da Claudio Lunardo, comandante della legione Liguria dei Carabinieri, evidenziando un fronte comune contro la manipolazione digitale.
Sul versante dell'avvocatura, Riccardo Lamonaca ed Emanuele Olcese, rispettivamente del Consiglio dell'ordine degli avvocati e della Camera penale, hanno congiuntamente ribadito come la prevenzione dei rischi legati ai deepfake e alle prove digitali alterate sia indissolubilmente legata alla tutela dei diritti degli imputati e alla garanzia di un processo giusto ed equo per tutti.