A Milano, in data 16 ottobre 2026, Niulinx, spin-off del Politecnico di Milano, ha sollevato serie preoccupazioni riguardo al testo del nuovo Codice della strada in materia di guida autonoma. La società milanese, come anticipato nel sottotitolo, evidenzia come il decreto sulla supervisione da remoto e la questione della responsabilità del conducente siano ancora punti critici e irrisolti per lo sviluppo dei veicoli automatizzati in Italia.

Il fulcro della critica di Niulinx si concentra sulle disposizioni che riguardano i veicoli a guida automatizzata.

Se da un lato il nuovo Codice rappresenta un passo significativo, riconoscendo per la prima volta l'esistenza di tali mezzi e prevedendo la possibilità di una sorveglianza da remoto, dall'altro lato questa cruciale funzionalità è subordinata all'emanazione di un decreto attuativo che, ad oggi, risulta ancora assente. Di conseguenza, fino alla sua promulgazione, la normativa impone che una persona incaricata del controllo debba rimanere fisicamente a bordo del veicolo.

Secondo Luca Foresti, amministratore delegato di Niulinx, il riconoscimento normativo dei veicoli a guida autonoma costituisce indubbiamente un progresso. Tuttavia, Foresti sottolinea come tale avanzamento non sia sufficiente a creare le condizioni operative necessarie per l'effettiva implementazione di servizi di guida autonoma sulle strade pubbliche.

L'AD di Niulinx identifica due problematiche centrali: la persistente richiesta di un autista a bordo e l'attribuzione di responsabilità a quest'ultimo anche in situazioni in cui il controllo effettivo del mezzo è gestito interamente dal sistema automatizzato. «Il testo del nuovo Codice della strada inviato dal Mit al Parlamento riconosce per la prima volta la possibilità di avere un'auto che si guida da sola e questa è una buona notizia», ha dichiarato Foresti, pur esprimendo un giudizio critico sulla sua idoneità per le aziende che intendono sviluppare e offrire in Italia servizi innovativi basati su veicoli automatizzati.

Il nodo della presenza a bordo e la responsabilità

La criticità evidenziata da Niulinx risiede nel divario tra il mero riconoscimento dei veicoli automatizzati e la loro effettiva possibilità di impiego operativo sulle arterie pubbliche.

Sebbene la supervisione da remoto sia contemplata nel nuovo testo, la sua applicazione pratica è vincolata all'emanazione di un decreto attuativo che, come già menzionato, non è ancora stato pubblicato. Fino a quando tale provvedimento non sarà operativo, la normativa impone che la persona preposta al controllo del veicolo debba essere fisicamente presente a bordo. Questa impostazione, secondo Niulinx, rappresenta un ostacolo significativo allo sviluppo di modelli di servizio in cui i veicoli si muovono autonomamente, gestiti da sistemi automatizzati e monitorati efficacemente a distanza, compromettendo l'efficienza e l'innovazione del settore.

Il CEO Foresti ha inoltre posto l'accento sulla lentezza dei processi legislativi italiani, avvertendo che l'attuale quadro normativo potrebbe spingere gli operatori del settore della guida autonoma a orientarsi verso altri Paesi europei.

Società come Niulinx, infatti, potrebbero essere costrette a scegliere nazioni con legislazioni più avanzate e permissive, quali la Germania e la Spagna, per lo sviluppo e l'erogazione dei propri servizi. Questa eventualità, qualora il testo del Codice della strada non subisse le necessarie modifiche, comporterebbe un grave rischio per l'Italia: la perdita non solo di investimenti e di preziose competenze ingegneristiche, ma anche dell'intera filiera industriale legata a un settore in forte espansione. «Sarebbe una occasione persa per l'Italia», ha concluso Foresti, evidenziando le gravi ripercussioni economiche e strategiche di una normativa non all'altezza delle sfide tecnologiche.