Per oltre settant’anni, l’accesso allo spazio è stato indissolubilmente legato all’uso dei razzi. Ora, Longshot Space, una startup con sede ad Alameda, in California, sta cercando di riaprire una traiettoria tecnologica antica: l'impiego di un imponente cannone a gas per accelerare i carichi utili fino a velocità ipersoniche. L'obiettivo è lasciare a un secondo stadio il compito di completare l'inserimento in orbita. Questa innovativa proposta mira non a sostituire immediatamente tutti i lanciatori esistenti, ma a spostare a terra una parte significativa del lavoro attualmente svolto dal primo stadio dei razzi tradizionali, promettendo di ridurre i costi dei lanci orbitali.

Il sistema di lancio di Longshot Space: tecnologia e ambizioni

L’azienda, fondata da Mike Grace e Nato Saichek, ha raccolto circa 20 milioni di dollari e si concentra sullo sviluppo di cannoni multi-iniezione. Questi sistemi sono costituiti da tubi metallici alimentati da serbatoi di gas ad alta pressione, progettati per sincronizzare e impartire spinte successive al proiettile lungo la canna. Il vantaggio teorico di questa tecnologia è evidente: un’infrastruttura di lancio basata a terra può essere riutilizzata un numero elevato di volte, con un consumo di propellente notevolmente inferiore rispetto ai lanciatori monouso o a quelli solo parzialmente riutilizzabili.

Nei test condotti, Longshot Space impiega sistemi di varie dimensioni, che spaziano da cannoni di decine di metri fino a prototipi più ambiziosi.

L'azienda sta lavorando a una struttura che si estenderà per circa 3.000 piedi (circa 914 metri), con l'obiettivo di accelerare carichi di 220 libbre (circa 100 kg) fino a Mach 8. La visione a lungo termine prevede un’infrastruttura ancora più imponente, nell’ordine dei 10 chilometri, necessaria per raggiungere le velocità richieste per un profilo orbitale assistito da propulsione autonoma.

Il progetto Glowrider e le applicazioni ipersoniche

Un elemento cruciale nello sviluppo di Longshot Space è il progetto Glowrider, un veicolo ipersonico planante. Questo veicolo è specificamente progettato per generare portanza e "rimbalzare" nell’atmosfera, una caratteristica che lo rende particolarmente adatto per test avanzati.

Un prototipo di 120 piedi (circa 36,5 metri), situato ad Alameda, ha già completato oltre 100 lanci di prova, accelerando carichi di 220 libbre (circa 100 kg) a velocità superiori a Mach 4. Ulteriori test a lungo raggio sono programmati a Tonopah, in Nevada, entro la fine del 2026.

Questa direzione di sviluppo evidenzia come il mercato iniziale per la tecnologia di Longshot Space potrebbe non essere immediatamente quello dei lanci satellitari, ma piuttosto il settore della difesa. I test ipersonici rappresentano attualmente un’attività estremamente costosa, complessa e difficile da replicare. Se la piattaforma di Longshot riuscisse a ridurre il costo di una singola prova da diversi milioni di dollari a poche centinaia di migliaia, l'azienda si assicurerebbe un caso d’uso intermedio di grande valore, ben prima di raggiungere la piena capacità di un lancio orbitale completo.

Costi e sfide tecnologiche dei lanci spaziali

Il fattore più critico e promettente di questa innovazione riguarda i costi. Le stime iniziali indicano un costo potenziale di circa 50 dollari al chilogrammo per i carichi utili. Tuttavia, l'obiettivo a lungo termine è ancora più ambizioso, puntando a ridurre i costi di lancio a circa 4,50 dollari per libbra (circa 9,90 dollari al chilogrammo). Il raggiungimento di questi obiettivi rappresenterebbe una svolta significativa nell'accesso allo spazio, offrendo un'alternativa potenzialmente molto più economica ai sistemi di lancio convenzionali e ridefinendo il paradigma dei lanci orbitali.