La regolamentazione dell'intelligenza artificiale è tornata al centro del dibattito internazionale dopo l'intervento di Brad Smith, presidente di Microsoft, che il 12 ottobre 2026 ha sollecitato regole globali urgenti per i sistemi di AI avanzata. Smith ritiene il Regno Unito meglio posizionato di Stati Uniti e Unione Europea per definire uno standard condiviso sulla sicurezza dell'AI, grazie al ruolo dell'AI Security Institute britannico nei test sui modelli di frontiera.
Smith connette la regolamentazione AI a strumenti concreti: valutazioni indipendenti pre-rilascio, obblighi di segnalazione degli incidenti, notifiche alle vittime in caso di violazione e meccanismi di arresto o rallentamento dei sistemi in caso di perdita del controllo umano.
Il ruolo britannico nella sicurezza AI
Londra è considerata da Smith un interlocutore più efficace rispetto a Bruxelles e Washington. Il Regno Unito, con l'AI Security Institute (lanciato nel 2023), ha stabilito un canale privilegiato con laboratori statunitensi, accedendo ai modelli più avanzati prima della distribuzione. La sicurezza è trattata come una fase preventiva del ciclo di sviluppo, non solo come compliance finale.
La posizione britannica ha una valenza geopolitica. Gli Stati Uniti sono il centro industriale dell'AI, mentre l'Unione Europea ha un impianto normativo basato sul rischio (AI Act). Londra si posiziona in una zona intermedia: meno prescrittiva di Bruxelles, ma più istituzionalizzata rispetto all'autoregolazione volontaria.
Microsoft intende valorizzare questo equilibrio.
Il problema non è solo normativo, ma operativo
Smith argomenta che prodotti quotidiani come latte e lavatrici sono soggetti a requisiti di sicurezza più espliciti rispetto all'intelligenza artificiale. Questa affermazione sottolinea una lacuna: gli agenti AI possono operare su sistemi digitali, generare codice e influenzare organizzazioni e persone senza un quadro globale uniforme.
Si richiede una regolamentazione AI che includa obblighi di incident report (relazioni formali sugli incidenti) e un sistema di notifica per chi subisce compromissioni da agenti autonomi. Il punto più delicato è l'emergency brake, un freno di emergenza concepito per fermare o rallentare sistemi che manifestino comportamenti fuori controllo.