Google modifica le proprie politiche sull'intelligenza artificiale nel mondo della scuola. Dopo le numerose contestazioni sollevate da famiglie, istituti ed esponenti politici, l'azienda ha deciso di non attivare più automaticamente Gemini, il proprio assistente basato sull'IA, sugli account degli studenti. La possibilità di utilizzare questi strumenti sarà affidata agli amministratori scolastici, che potranno autorizzarne l'accesso per gli alunni di ogni ordine e grado, dalla scuola dell'infanzia alle superiori. Il cambiamento interesserà gli istituti di tutto il mondo, con una prima applicazione negli Stati Uniti.

Al momento, tuttavia, non è stata indicata una data precisa per l'entrata in vigore.

La scelta segna un'inversione di rotta per un gruppo che occupa una posizione centrale nel mercato delle tecnologie per l'istruzione americana. Servizi come Gmail, Docs e Classroom sono ormai ampiamente presenti nelle scuole statunitensi. Anche i Chromebook, computer economici realizzati dai partner commerciali di Google, rappresentano una delle soluzioni più diffuse tra gli studenti.

Gemini e gli altri strumenti Google: cosa cambia nelle scuole

Stando a quanto comunicato dall'azienda sul proprio blog, la nuova configurazione riguarderà Gemini, Gemini Notebook, Gemini in Classroom e il motore di ricerca Google.

Tutti questi servizi saranno inizialmente disabilitati per gli account degli studenti, salvo una decisione esplicita degli amministratori scolastici che ne autorizzi l'utilizzo.

La modifica comporta però un aspetto delicato. Gli istituti che intendono impedire completamente l'accesso all'intelligenza artificiale potrebbero trovarsi costretti a rinunciare anche al tradizionale motore di ricerca Google. Le funzionalità basate sull'IA, infatti, sono ormai integrate nel servizio.

A chiarire le conseguenze della nuova impostazione è stato Chris Phillips, vicepresidente di Google con responsabilità sul settore dell'istruzione, in un'intervista al New York Times. Nel caso in cui una scuola scelga di escludere qualsiasi strumento di intelligenza artificiale, gli studenti "non avranno accesso alla ricerca e visualizzeranno un messaggio, predisposto dalla scuola, che ne indica l'indisponibilità".

Le contestazioni politiche e le pressioni sul colosso tecnologico

Il cambio di politica arriva dopo un periodo di crescenti critiche e interventi da parte delle istituzioni. Attraverso un messaggio pubblicato su X, Zohran Mamdani aveva accusato Google di "cercare di sfruttare il proprio potere di monopolio per imporre l'IA nelle nostre scuole pubbliche".

Anche alcuni rappresentanti del Congresso statunitense avevano chiesto all'azienda di fornire chiarimenti. I senatori Richard Blumenthal e Josh Hawley avevano richiamato l'attenzione sulla diffusione dei servizi Google, sottolineando che oltre 150 milioni di studenti nel mondo utilizzano Classroom. Nel mese precedente, i due parlamentari avevano inoltre sollecitato una spiegazione sulle modalità con cui gli strumenti di intelligenza artificiale venivano attivati automaticamente sui dispositivi scolastici.

Già ad agosto Google aveva introdotto Gemini all'interno di Classroom, rendendolo disponibile agli studenti di tutte le età. Tra le funzionalità proposte figuravano percorsi di studio assistiti, quiz e schede di ripasso costruiti sulla base dei programmi didattici. Gli strumenti risultavano attivi automaticamente negli istituti che avevano già dato il consenso all'impiego di Gemini. Con la nuova disposizione, invece, saranno le singole scuole a stabilire se autorizzarne l'accesso.

New York e Los Angeles valutano restrizioni sull'intelligenza artificiale

Le preoccupazioni sull'impiego dell'IA nelle attività scolastiche non riguardano soltanto Google. Il tema è entrato anche nell'agenda di alcune delle principali amministrazioni locali statunitensi.

A settembre, infatti, New York e Los Angeles avevano annunciato l'intenzione di introdurre limitazioni all'accesso agli strumenti di intelligenza artificiale sui dispositivi utilizzati dagli studenti durante le lezioni.

Il distretto scolastico di Los Angeles ha fatto sapere di stare valutando le conseguenze della decisione di Google. "Stiamo esaminando l'annuncio di Google e le sue possibili conseguenze per le scuole, gli insegnanti e gli studenti", ha dichiarato un suo portavoce.

La posizione del distretto non esclude un possibile contributo positivo dell'intelligenza artificiale alla didattica, ma sottolinea la necessità di un'introduzione graduale e accompagnata da adeguate garanzie. Le tecnologie devono rappresentare un supporto per gli insegnanti, senza prenderne il posto, e assicurare al tempo stesso la tutela delle informazioni personali degli alunni.

Dal canto suo, Google ha difeso la revisione delle impostazioni, sostenendo che il nuovo sistema garantirà alle scuole "più scelta, non meno".

La decisione punta quindi a rispondere alle preoccupazioni sempre più diffuse tra le famiglie e gli operatori scolastici. Uno dei timori maggiori riguarda il rischio che gli studenti ricorrano a strumenti come Gemini per completare automaticamente i compiti, riducendo le occasioni di esercitare il ragionamento autonomo e sviluppare capacità di apprendimento.

Con questa modifica, Google trasferisce agli istituti una maggiore responsabilità nella gestione dell'intelligenza artificiale, lasciando a ciascuna scuola la possibilità di decidere se e in quale misura integrare questi strumenti nella didattica. Una scelta che si inserisce in un dibattito ancora aperto sul rapporto tra innovazione tecnologica, formazione e tutela degli studenti.