La Xiaomi Inc. fa tremare i colossi del mercato tecnologico: in pochi anni ha raggiunto la quarta posizione tra i produttori di telefonia mobile, e sembra destinata a crescere. Soltanto nel 2017 ha fatturato 16 miliardi di dollari e venduto oltre 92 milioni di smartphone. Nel frattempo, ha avanzato la richiesta per essere quotata sulla borsa di Hong Kong: la Ipo (initial public offering) dovrebbe aggirarsi intorno ai 10 miliardi di dollari, e il valore dell’azienda potrà raggiungere i 100 miliardi.

L’azienda cinese di Lei Jun, già paragonato a Steve Jobs, ha conquistato il mercato dei Paesi emergenti, spopolando in India. In questi giorni, Xiaomi ha annunciato che aprirà diversi punti vendita in Europa dove, finora, l’unico canale attraverso cui si potevano acquistare gli smartphone dell’azienda cinese era l’ e-commerce d’importazione.

Poco margine per conquistare il mercato

Ciò che rende uno smartphone Xiaomi appetibile è, senza dubbio, il rapporto qualità-prezzo: a fronte di caratteristiche tecniche rispettabili, propone dei prezzi di vendita molto competitivi.

Questo perché, come sostiene il fondatore Lei Jun, i margini di profitto sull’hardware non devono mai superare il 5%. Anzi, dovessero essere maggiori, la differenza sarebbe restituita agli utenti. Si tratta di una tecnica non del tutto nuova: come non citare Amazon, che offre un servizio volto al risparmio e minimizza gli utili, per conquistare la più grande fetta di mercato possibile. Xiaomi sembra quindi seguire le orme di Huawei che, oltrepassato l’Oriente, ha sbaragliato la concorrenza in Europa con smartphone economici, per poi proporre modelli di fascia alta, conquistando un’altra porzione di consumatori.

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Il grande successo delle tecnologie cinesi in Occidente delinea una tendenza, da parte dei clienti, molto chiara: risparmiare, senza rinunciare alla qualità, mettendo da parte i pregiudizi sul “Made in China”.

Un universo di prodotti

Xiaomi produce smartphone, ma non solo. Tra gli articoli disponibili si trovano smartwatch, televisori, scooter elettrici, fino al depuratore di aria. L’obiettivo è quello di creare un universo di prodotti altamente tecnologici, facilmente controllabili tramite applicazioni per il proprio cellulare.

Così un cliente, dopo aver acquistato il device mobile, dovrebbe essere invogliato a comprare altri articoli della stessa casa produttrice, traendo vantaggio dall’alta connettività dell’intero sistema. Senza mai superare il tetto del 5% di margine, Xiaomi potrebbe spopolare in mercati differenziati, paradossalmente proprio grazie alla connessione tra di essi.

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