L'India intensifica la sua azione contro lo spam telefonico, introducendo nuove e significative regolamentazioni che coinvolgono sia le applicazioni di identificazione delle chiamate sia gli operatori di telecomunicazioni. Le recenti modifiche normative, promulgate dalla Telecom Regulatory Authority of India (TRAI), impongono alle app di caller-ID e gestione delle chiamate di condividere con gli operatori telefonici le segnalazioni di spam ricevute dagli utenti. L'obiettivo è integrare questi dati in una piattaforma settoriale basata su blockchain, già utilizzata dalle telco per l'applicazione delle normative anti-spam.
Il ruolo delle app di caller-ID e la questione dei dati
Un aspetto centrale e controverso di queste nuove disposizioni riguarda il trasferimento dei dati raccolti dalle app di caller-ID. Aziende leader nel settore, come Truecaller, hanno espresso critiche, definendo la misura anti-competitiva. La preoccupazione principale è che si crei un flusso di dati a senso unico: informazioni preziose, generate e aggregate da servizi di terze parti, verrebbero convogliate verso gli operatori senza un reciproco beneficio o scambio. Le segnalazioni degli utenti, infatti, rappresentano un asset tecnologico cruciale, che, combinato con indicatori reputazionali e algoritmi di rilevamento automatico, è fondamentale per distinguere tra chiamate legittime, tentativi di frode e comunicazioni indesiderate.
Intelligenza artificiale e machine learning per gli operatori
Parallelamente, la TRAI ha stabilito l'obbligo per gli operatori telefonici di implementare sistemi basati su intelligenza artificiale e machine learning. Questi strumenti dovranno essere utilizzati per identificare chiamate sospette di spam e per facilitare la condivisione di informazioni tra i diversi operatori. Questa strategia mira a trattare lo spam telefonico in India come un problema infrastrutturale sistemico, anziché delegarne la gestione esclusivamente alle applicazioni installate sui dispositivi degli utenti. L'introduzione di tali tecnologie solleva interrogativi sulla precisione dei modelli, sulla potenziale generazione di falsi positivi e sulla trasparenza dei criteri adottati per la classificazione delle chiamate.
Robocall, chiamate A2P e voce artificiale sotto esame
Le nuove regole estendono il loro raggio d'azione anche alle comunicazioni automatiche, note come chiamate application-to-person (A2P), che includono le robocall e quelle generate da voci artificiali. Le aziende che intendono utilizzare queste modalità di comunicazione saranno tenute a dichiararlo preventivamente agli operatori, specificando anche i numeri coinvolti. In assenza di tale dichiarazione, le chiamate potranno essere classificate e trattate come spam. È stata inoltre introdotta una tariffa di terminazione, fino a ₹0,05 al minuto, per le robocall, mentre alcune categorie di comunicazioni commerciali regolamentate rimangono escluse da tale addebito.
La distinzione cruciale, in questo contesto, non risiede unicamente nella generazione della voce tramite AI, ma piuttosto nelle modalità di avvio della chiamata, un confine tecnico che potrebbe generare ambiguità per servizi come i contact center o le funzionalità click-to-call.