La Banca del Tempo è una libera associazione tra persone, che si uniscono e si organizzano, per aiutarsi nelle piccole necessità di ogni giorno. In fondo, non fanno altro che riprendere vecchie e sane consuetudini, tipiche di qualche decennio fa, che volevano i rapporti di vicinato, all’insegna della solidarietà. Era fondamentale, soprattutto nelle campagne, l’aiuto reciproco fra contadini, per raggiungere risultati diversamente non possibili.
La Banca del Tempo è una banca particolare dove le transazioni hanno come protagonista il tempo e non il denaro.
Vediamo, in pratica, come funziona. La signora Giovanna, pensionata ancora in forma, si accorge di avere del tempo morto che potrebbe utilizzare diversamente. Raggiunge la Banca del Tempo ed esprime la sua disponibilità a mettere a disposizione due ore del suo intervallo. Il signor Roberto ha bisogno di qualcuno che gli stiri le camicie, in cambio potrà aiutare Giovanna a pulire l’orto. Tutti risulteranno utili.
Altro elemento sociale importante, risulta essere la perfetta situazione paritaria tra i soci. Tutti sono uguali: vecchi e giovani, uomini e donne, operai e professionisti, italiani e stranieri. Si annullano le differenze e tutte le prestazioni hanno lo stesso valore poiché l’unità di misura risulta essere il tempo: l’ora, con le sue frazioni e multipli, indipendentemente dal prezzo di mercato della prestazione.
Il tutto si basa sul principio di pari dignità e pari utilità. Ognuno è utile in quanto persona, non per la manodopera che mette a disposizione.
Particolarmente attive risultano le donne. Non è un caso che la prima Banca del Tempo è nata, nel 1992, a Parma, proprio grazie ad un gruppo di donne. Altra non trascurabile differenza è che, in questa banca, non maturano interessi né in passivo e né in negativo.
L’unico impegno che si ha è il pareggio del conto. Nella Banca del Tempo il valore delle attività scambiate corrisponde unicamente alle ore impiegate per realizzarle e la regola è coniugare l’utilità con il piacere. Chiunque può aderire ad una banca del tempo, poiché ognuno è potenzialmente in grado di offrire qualcosa di utile ad altri e tutti hanno bisogno di qualcosa.
Chi ne usufruisce
Chiunque, donna e uomo e di tutte le età può aderire a una Banca del Tempo. La stragrande maggioranza dei soci promotori e aderenti è costituita da donne, ma, dopo la fase iniziale quasi del tutto al femminile, è presente anche una buona quota di uomini che, aderendo, scoprono di poter soddisfare una sfera di bisogni lontani dalla loro cultura. Ricordiamo inoltre che l’invenzione sociale denominata Banca del Tempo è nata dall’intelligenza creatrice di gruppi di donne. La prima, in ordine di tempo, è nata nel 1992, a Parma.
Chiunque può diventare correntista di una Banca del Tempo. Non occorre avere né grandi disponibilità di tempo né particolari competenze. Non è necessario offrire servizi professionalmente qualificati, purché si tratti di un’attività che si è in grado di svolgere e con piacere.
Si può anche semplicemente offrire e/o cercare compagnia per fare qualcosa, come andare al cinema, a teatro ecc, insieme ad altri che abbiano gli stessi gusti. Chi ha poco tempo si accorgerà che a volte è possibile moltiplicarlo, per esempio mettendo a disposizione anche di altri attività che si effettuano per se stessi e i propri familiari (per esempio, fare la spesa, accompagnare i bambini a scuola) e ricevendo in cambio un aiuto per “guadagnare tempo” in altri ambiti.