Nella Cappella Sistina per il conclave si sono riuniti 115 cardinali, i quali dovranno eleggere il nuovo Papa, successore di Benedetto XVI. Come si sa, per diventare pontefice, un cardinale deve ottenere un quorum di due terzi dei votanti: se ciò non avviene ci sarà la famosa fumata nera, che annuncia la mancata decisione dei cardinali e preannuncia nuove votazioni. Per l'occasione la Cappella Sistina allestisce due inceneritori diversi, uno per la fumata nera e uno per quella bianca, che fa preparare tutti i fedeli all'ascolto della celebre frase "Habemus Papam".

Ma come si realizzano queste due fumate? Per quanto riguarda la fumata nera, essa si realizza attraverso la combustione di perclorato di potassio - che è presente nei fuochi d'artificio o nei fumogeni e ha la caratteristica di essere un ossidante - oltre a zolfo e antracene, un derivato del catrame, che si ritrova anche nel fumo di sigaretta. Queste sostanze hanno sostituito il nerofumo, che era formato da carbonio e catrame.

La fumata bianca, invece, si ottiene dalla combustione di tutte le schede della votazione e altre tre sostanze chimiche che hanno sostituito l'antica paglia umida. Vengono utilizzati il perclorato di potassio, il lattosio nelle candele fumogene, il quale è l'elemento che innesca la combustione, e la colofonia, una sostanza estratta dalla resina delle conifere e che è molto infiammabile e produce un fumo chiaro e denso.

I bruciatori sono controllati da un sistema elettronico, che fu introdotto nel 2005 e che permette di scegliere l'esatto colore della fumata che annuncerà o meno il nuovo Papa.