La 57ma Commissione sulla Condizione della Donnasi è chiusa con il colpo di scena delle dimissioni del direttoreesecutivo delle donne ONU, Michelle Bachelet, che rientra in Cile perpreparare la nuova campagna per la presidenza del paese nel 2014.

Sono state due settimane, dal 4 al 15 marzo 2013, di negoziatilunghi, difficili e duri, conclusi con un Documento Finale condivisoche ha avuto una ottima accoglienza da parte dei gruppi di attivistiper i diritti delle donne in tutto il mondo, al contrario di quantosuccesso nel 2013 quando non si era trovato l'accordo.

In verità, cisono ancora notevoli mancanze, ad esempio:

  • i diritti delle coppie omosessuali,

  • l'educazione sessuale per gli adolescenti,

  • l'accesso alla contraccezione per aborto,

  • il riconoscimento dello stupro maritale,

  • il riconoscimento della violenza contro lelavoratrici del sesso e contro le donne che usano droghe,

ma, nonostantequesti e altri temi debbanoessere affrontati emaggiormente rafforzati,in complesso si è ottenuto moltopiù di quanto si poteva sperare,soprattutto perquanto riguarda il riconoscimento della violenza contro le donne insituazioni medico-sanitarie, ad esempio

  • negli aborti imposti a forza o contro volontàe nelle sterilizzazioni,

  • l'usoforzoso di contraccettivi da parte didonne affette da HIVo altrimenti vulnerabili,

  • il legame fra violenza contro le donne e HIV,

  • per la prima volta, è stato accettato ilprincipio della profilassi post-esposizione dopo lo stupro.

Inoltre, l'8 marzo 2013, è stata lanciata lacampagna contro la lapidazione, una delle forme più terribili ditortura a morte applicata soprattutto nei confronti delle donne neipaesi di fede islamica.

Tutte le donne coinvolte nei negoziati meritano uncaloroso grazie per la loro determinazione.

L'attenzione si sposta ora sulla definizionedell'agenda post-2015 che sarà l'argomento principale all'ordine delgiorno della prossima CSW nel 2014.

A settembre 2000, più di 170 Capi di Stato e diGoverno si erano riuniti a New York per sottoscrivere la MillenniumDeclaration, impegnandosi in una nuova iniziativa di solidarietàper ridurre la povertà a livello globale attraverso una serie diobiettivi temporali, in scadenza nel 2015, conosciuti come MDG –Millennium Development Goals.

Gli 8 obiettivi MDG al 2015 vanno dal dimezzare lafascia di estrema povertà al fermare la diffusione dell'HIV/AIDS alfornire un'educazione primaria universale, e tutti hanno canalizzatoin forma istituzionale, cosa mai fatta prima, gli sforzi delleistituzioni per andare incontro ai bisogni della parte più poveradel mondo.

E parzialmente ci stanno riuscendo, ad esempiol'obiettivo di dimezzare il numero di persone che vivono incondizioni di estrema povertà con meno di 1,25 $ al giorno è statoraggiunto nel 2010 rispetto al 1990, anche se le proiezioni diconoche nel 2015 circa un miliardo di persone vivranno ancora con meno di1,25 $ al giorno.

Per il dopo 2015 sono già stati individuati 11obiettivi peruno sviluppo più equilibrato del mondo.Per le donne si tratta ora di evidenziare o far includere fraquesti anche quegli aspetti e principi che esse consideranoprioritari in quanto tali, e cioè, a) la parità dei sessi, uno valeuno e deve avere lo stesso peso nella società indipendentemente dasesso, religione, tradizioni o usanze tribali, b) i temi cheriguardano la salute e il corpo delle donne, a partire dallacontraccezione all'aborto, dall'AIDS alla violenza domestica, c) iltrasferimento di maggiori responsabilità alle donne.

Sono obiettivi di grande portata, ma conoscendo ladeterminazione e il senso pratico con il quale le donne affrontano lavita, c'è da scommetterci che anche stavolta ci riusciranno.