Andrà in onda lunedì sera, alle 21.10 su Rai Uno, la fiction in unica puntata "L'oro di Scampia". E' la storia liberamente ispirata a Gianni Maddaloni e a suo figlio Pino che nel 2000 ha vinto la medaglia d'oro alle Olimpiadi di Sydney nella disciplina del judo.

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Proprio i due sono entrati nella leggenda nel quartiere di Scampia, a Napoli, tristemente famoso per le sue storie di droga, di camorra, di morti ammazzati, di povertà e di disperazione.

Nella fiction, Gianni Maddaloni è Enzo Capuano e suo figlio è Toni. Enzo, il padre allenatore, è interpretato da Beppe Fiorello, completamente calatosi in una parte che necessitava di coordinate mosse e di movimenti sincronizzati della disciplina sportiva. Per questo, Fiorello ha dovuto svolgere ben quattro mesi di continui allenamenti di judo.

Beppe Fiorello, protagonista di L'oro di Scampia
Beppe Fiorello, protagonista di L'oro di Scampia

Ma quello che forse fa riflettere maggiormente è il contesto nel quale la storia si svolge e dalla quale si parte per la conquista dell'oro olimpico: il quartiere criminale di Scampia torna a far parlare di sé dopo il riuscito film "Gomorra", ispirato dal libro di Saviano e diretto da Garrone.

E allora il judo, ma anche una qualsiasi altra disciplina, un qualsiasi altro pretesto, diventano l'ancora di salvezza alla quale si aggrappano i padri per togliere dalla strada i propri figli.

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A volte ci riescono, a volte no. E già riuscirci è una grande vittoria. Perché Scampia è anche e soprattutto questa: è la gente onesta che ogni giorni fa i conti con le difficoltà, con la povertà, ma non perde mai la propria dignità. E, a volte, il premio arriva, come è successo al bimbo di Scampia diventato campione alle Olimpiadi.

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