Dal 13 giugno, su Real Time, potremo assistere a una nuova trovata dello show business, e ancora una volta i nostri occhi saranno messi a dura prova sulla veridicità, e soprattutto sulla qualità dell'intrattenimento televisivo, che oggi, in quanto a serietà, offre ben poco. Parte infatti Matrimoni al buio.

Lo scopo del "gioco" è paradossalmente semplice: un uomo e una donna, totalmente estranei, dopo "accurate selezioni" si troveranno faccia a faccia solo quando saliranno sull'altare, e potranno iniziare a conoscersi soltanto dopo la celebrazione del matrimonio.

Naturalmente ci saranno telecamere nascoste a riprendere ogni vicenda, per la gioia dei telespettatori, in una sorta di comicità grottesca, dai possibili primi baci, ai plausibili disaccordi e litigi, e sperando che tutto questo sia il più spontaneno possibile.

La coppia potrà decidere di accettare e continuare la nuova vita coniugale, oppure chiedere semplicemente il divorzio, ovviamente, solo dopo che sarà trascorso il tempo massimo di sei settimane.

Un pensiero comune potrebbe essere che il fondo non sia stato raschiato del tutto, e che trasformare un rito sacro, in un reality show, sia blasfemo. Resta da chiedersi: questo non farà infuriare la Chiesa? Ma guardando il lato positivo, potremmo ritenere il nuovo reality innocuo e magari anche divertente, e nonostante ci sarà un numero di persone adirate e in disaccordo, basta tener sempre presente che i suoi livelli di "pudicizia" forse non sfioreranno mai quelli che il Grande Fratello, ci ha regalato negli ultimi anni.

Che cosa potrebbe esserci di peggio? Non ci resta che attendere.