Costantino della Gherardesca, classe 1977, segno zodiacale acquario, uomo di televisione, famiglia aristocratica, da un paio d'anni alla conduzione, dopo esserne stato concorrente, del reality game Pechino Express, di cui lunedì prossimo Rai Due manderà in onda la terza puntata, si concede ai microfoni di Vanity Fair (sul sito, è possibile trovare il video) per raccontare un po' di sé e dell'orgoglio che sente nel contribuire "a far vedere posti inediti, culture inedite, aprire la mente alle persone".

"Ricordi indimenticabili? a 17 anni, quando sono andato solo in un monastero buddista e, poi, ancora, la prima edizione di Pechino Express, quando sono stato in India, in un periodo in cui i monsoni non c'erano, con 50 gradi.

Difficile dimenticare quei 50 gradi". Ma Costantino si dà ai viaggi avventurosi solo per lavoro perché, quando è in vacanza, il suo stile è più quello di una 'signora' e predilige le Spa. Quello che non sopporta del viaggiare sono i pregiudizi: "non è vero che in Cina i gay sono discriminati, quando sono andato, vedevo poster di omosessuali ovunque, bisogna conoscere le cose prima di pensare che siano tutti bigotti e cattivi e ostili nelle altre parti del mondo". La sua valigia ideale? Da vero ipocondriaco, non mancano mai le medicine. "Sono il mio unico accessorio", dice. "Quando viaggio per lavoro, i vestiti che mi porto sono sempre tutti uguali. Trenta paia di pantaloni neri tutti uguali, trenta magliette nere tutte uguali, trenta camicie nere. Quando viaggio per vacanza, invece, mi porto un sacco di cambi.

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Mi cambio ogni sera per andare a mangiare da solo nelle Spa". E sulla moda, Costantino è diviso: "la moda mi diverte molto, ma sono troppo grasso per fruirne".

Tra le sue manie, riconosce che la più grande è quella della solitudine: "sono molto solitario, non esco di casa la sera, non vado in discoteca, trovo le discoteche una cosa spaventosa, non ho vita sociale, non mi piace uscire, non mi piace vedere tanta gente. Essendo andato in collegio già dai 9 anni, uno finisce per associare la solitudine a qualcosa di positivo". Ed aggiunge che ritiene che saper stare da soli sia un grosso vantaggio "perché la gente che non sa stare da sola ha dei grossi problemi". E per quanto riguarda le fobie, l'elenco è lungo: "le piazze grandi, i luoghi di controllo come aeroporti e dogane, le falene, la strada, le macchine". Ma è poco male, quando si ha l'ironia e l'aplomb di Costantino della Gherardesca.