Tutto ha un ciclo. La vita nasce, si evolve, e poi muore. Forse è quello che ci aspetta anche nella terza stagione della serie tv pluripremiata House of Cards - gli intrighi del potere. In onda dal 4 febbraio 2015, in italiano sul canale Sky Atlantic della piattaforma Sky, la terza stagione della serie con Kevin Spacey, sembra riservare proprio questo. Avevamo lasciato Frank Underwood più potente che mai, grazie alla nuova nomina, di diritto, di Presidente degli Stati Uniti, dopo aver fatto fuori tutti coloro che si sono interposti tra lui e le sue mire. L'avevamo lasciato insieme alla devota moglie Claire, e al suo scagnozzo, Doug Stamper, ferito mortalmente dalla donna che stava cercando di proteggere.

Ora la situazione è questa: è praticamente un separato in casa, visto che la moglie dorme in una stanza diversa dalla sua, e Doug è ricoverato in ospedale, ferito e senza l'utilizzo completo di alcuni arti. La prima scena che ci mettono davanti agli occhi è quella di Francis che, con la scusa di andare a rendere omaggio alla tomba del povero padre, ci urina sopra, incolpandolo della sua cattiveria innata. Doug Stamper, nel frattempo, inizia la lenta operazione di recupero, facendosi sopraffare dal desiderio di tornare a lavorare per il Boss, tanto da compilare una lista di "scheletri nell'armadio" dei vari possibili investitori del progetto Man Works, la legge che vorrebbe far approvare il Presidente, aspettando le elezioni del 2016. La moglie Claire vorrebbe l'appoggio del marito nella candidatura ad ambasciatrice dell'ONU per gli Stati Uniti d'America, ma, nonostante tutti i suoi sforzi, perde clamorosamente, in seguito ad una serie di domande incalzanti da parte del rappresentante alle prossime elezione dei repubblicani: Mendoza.

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Claire è sempre più sola, Frank anche. La leadership del partito ha deciso: Underwood non dovrà presentarsi alle elezioni del 2016. Non è stato eletto dal popolo, e non vincerà alle prossime elezioni. Di segreto, Frank decide di seguire le direttive del partito, e, quindi, di comunicare all'America che trascorrerà i "prossimi 18 mesi a governare, non impegnato in una campagna elettorale inutile", facendo accettare la legge sul lavoro (molto simile al Job Act di Renzi), con la quale si darà lavoro a tutti i disoccupati americani. La moglie del Presidente non abbandona la sua idea di diplomatica, ma ci pare che nasconda un segreto molto più grande: che sia forse incinta, alla soglia dei 50 anni?

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