Ci siamo, un’altra puntata di doppie manche arriva e si annuncia con ben due ospiti targati “X-Factor” a condire una serata dal finale inatteso.

Apre la puntata Lorenzo Fragola, vincitore della scorsa edizione di “X-Factor”. Ad accompagnarlo tutti i concorrenti rimasti in gara che intonano insieme a lui un medley, mentre si esibiscono su due pedane che come muri incorniciano la figura del cantante, che indossa una giacca glitterata da far invidia a quelle di Cattelan.

E poi finalmente arriva il momento più atteso da tutti i concorrenti del talent: l’esibizione con l’inedito.

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Scanzonati pezzi pop ma l’unico a osare in italiano è Gio

Si parte subito coi Moseek, che si esibiscono con una psichedelica e coloratissima “Elliot”. È poi la volta di Gio Sada che con la sua “Il rimpianto di te”, scritta in collaborazione con Pacifico, canta della lontananza, non da una donna, ma dalla sua terra, e lo fa in italiano, con una voce magnetica persino velata da un improvviso raffreddore.

Si riprendono gli Urban Strangers e con “Runaway” tirano fuori il loro pezzo forte, un contraltare di alti e bassi su un motivo che ammicca contemporaneamente ai Linkin Park e al loro cavallo di battaglia, “No Church in the Wild”.

Non convince invece Enrica: il suo pezzo è stato scritto da Skin e si avverte la distanza della ragazza dalle parole, come se la canzone non fosse davvero sua, né la sua voce energica brilla. È stanca e svogliata mentre, ultimo nella selezione, Davide sorprende, cominciando finalmente a coinvolgere il pubblico e raccontando, con un pezzo che mescola reggae e pop, il suo rapporto difficile con la sua terra natia.

Prima della fine della manche un Mengoni svogliato e poco coinvolgente arringa il pubblico con la sua nuova hit e si dimostra spaesato quando scambia alcune parole con Cattelan, dopo l’esibizione.

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Smaltite le formalità di rito per promuovere il tour, Enrica viene mandata al ballottaggio, scontando l’effetto di un’esibizione poco incisiva.

Che succede se lo show la vince su tutto?

Il tema della serata sono le hit radiofoniche e giudice d’eccezione, vista la sua esperienza, è Linus di Radio Deejay,  assai puntiglioso nei suoi giudizi, meno a suo agio nella ribalta televisiva rispetto alla radio, luogo che gli è decisamente più familiare.

Davide non convince con una versione di “Can’t feel my face” forse troppo alta per i suoi toni, mentre gli Urban Strangers giocano in casa con “Pompeii” e Gio Sada continua la sua lotta contro il raffreddore, esibendosi in una movimentata ma sempre impeccabile “Best day of my life”. Stupefacente è poi la performance dei Moseek, che si esibiscono in bilico su una gigantesca altalena a dondolo, intonando una “Lean On” che nella voce di Elisa suona ancora più particolare e convincente.

La loro preparazione non basta e ai ballottaggi un imprevisto problema tecnico al microfono rovina la loro performance.

I giudici invocano il tilt e Fedez sembra stranamente rassegnato a perderli, come accade poi al termine del ballottaggio.

Sorge il sospetto che i Moseek siano stati eliminati per lasciare tre giudici a disputarsi la finale. Non ci si spiega altrimenti come mai la loro versatilità e originalità sia stata improvvisamente ignorata, per privilegiare un’Enrica forse buona interprete, sì, ma priva di uno stile che la renda davvero un’artista completa. Per la finale si spera che la maturità e la bravura possano contare però più di un po’ di irruenta ma imprecisa grinta giovanile.