Clemente Russo è tornato a parlare di quanto accaduto nella casa del Grande Fratello Vip. Il pugile è stato squalificato per le pesanti parole rivolte a Simona Ventura durante una conversazione con Stefano Bettarini. L'olimpionico era stato già richiamato per le espressioni omofobe rivolte a Bosco Cobos. Dopo aver chiesto scusa ai diretti interessati negli studi del Grande Fratello Vip il trentaquattrenne casertano ha ulteriormente chiarito la sua posizione con un post pubblicato sulla sua pagina Facebook.

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Clemente Russo ha sottolineato che l'epilogo della sua partecipazione al reality show ha avuto lo stesso effetto di una serie di pugni ricevuti sul ring. Il pugile ha rivolto un pensiero particolare ai colleghi del Corpo di Polizia Penitenziaria ed ha ribadito di aver sposato con convinzione la missione delle Fiamme Azzurre

"Non sono quello del reality"

Russo ha espresso la sua amarezza per aver danneggiato l'immagine della Polizia Penitenziaria.

Il trentaquattrenne ha sottolineato di essere una persona diversa rispetto a quella che è emersa nella casa del Grande Fratello Vip. Il pugile campano ha rimarcato il suo impegno a trasmettere valori sani e lealtà sportiva ai tanti giovani che frequentano la sua palestra. Clemente ha ribadito l'amore per la famiglia ed il massimo rispetto per le donne. Il trentaquattrenne ha chiuso il suo intervento rimarcando di aver compreso solo a mente fredda che ogni situazione viene amplificata dal programma per questioni di "audience". 

La stoccata del conduttore 

A sostegno di Clemente Russo si è schierato il giornalista Giuseppe Cruciani.  Il conduttore radiofonico ha sottolineato che un ex calciatore ed un pugile non potevano di certo parlare del referendum o di tematiche impegnate nel cuore della notte.

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La voce di Radio 24 ha sottolineato che il linguaggio utilizzato dai due concorrenti del gf vip non si discosta molto da quello di ministri, professori universitari e giornalisti. Cruciani ha evidenziato che anche le donne non sono da meno. Il cinquantenne ha affermato di aver trovato ipocrita il comportamento della produzione visto che il reality show dovrebbe mostrare le persone per come si esprimono naturalmente.