Dopo le dimissioni del direttore generale Antonio Campo Dall’Orto e l’arrivo di Mario Orfeo, il Consiglio di Amministrazione della Rai ha finalmente approvato i palinsesti televisivi per la prossima stagione autunnale: molte le sorprese e i cambiamenti previsti. Ha fatto scalpore il passaggio di Fabio Fazio a Rai 1 con un nuovo contratto da 2,8 milioni l’anno che legherà il conduttore alla televisione pubblica per un altro quadriennio. E poi ancora tante novità: Luca e Paolo che approdano a Rai 2 con ''Camera Cafè'' e alla conduzione di ''Quelli che il calcio'', Michele Santoro che torna su Rai 3 il giovedì sera, ''La vita è una figata'', un programma del sabato pomeriggio affidato alla campionessa paraolimpica Bebe Vio, ''Le storie di Gramellini'' che sostituiranno ''Gazebo'' e poi diverse serate evento, con protagonisti come Andrea Bocelli ed Elton John dal Colosseo, Fiorella Mannoia, Giorgio Panariello e un'intera settimana dedicata alle celebrazioni dei 30 anni di ''Indietro Tutta'' con Renzo Arbore e Nino Frassica.

''L’Arena'' non andrà più in onda

Eppure, tra tante novità, quello che ha sorpreso di più gli addetti ai lavori è stata un’assenza abbastanza importante. Infatti a settembre, dopo 13 anni di onorata carriera, non si riaccenderanno i riflettori del programma di Massimo Giletti, ''L’Arena'', nato come segmento giornalistico di ''Domenica in'' all'epoca condotta con Mara Venier e Paolo Limiti. Poi, col passare del tempo, questo talk show, che si è ispirato ai programmi di Gianfranco Funari, è diventato una trasmissione a sé stante dal crescente successo, l’unica capace di contrastare la temibile concorrenza di Barbara D’Urso su Canale 5. Al posto del fortunato programma non ci sarà più un appuntamento fisso, ma fiction, la Formula uno, gli speciali dello Zecchino D’Oro e soprattutto una nuova edizione di ''Domenica in'' condotta da Cristina Parodi, per la prima volta trasmessa da Milano, che avrà una durata maggiore rispetto al passato.

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Dubbi sul futuro di Giletti

Massimo Giletti non dovrebbe restare senza programmi, ma lavorare ad una decina di prime serate monografiche del sabato, sulla scia di quelle dell'anno scorso che hanno ottenuto un buon successo, tanto da riuscire a battere, con lo speciale dedicato a Mogol, perfino una fuoriclasse come Maria De Filippi. Un’apparente promozione, che però non spiega i motivi per cui la Rai abbia deciso di sopprimere una trasmissione tanto seguita, con una scelta giudicata da molti autolesionista. Secondo le voci di corridoio il programma avrebbe assunto negli ultimi anni una decisa deriva “populista” che non sarebbe piaciuta ai vertici dell'azienda, in quanto estranea alla linea editoriale del servizio pubblico. In altre parole ai piani alti di viale Mazzini avrebbero dato fastidio certi attacchi ripetuti ai privilegi della ''casta'' e certi toni troppo accesi del conduttore, esattamente come successe all'epoca con Funari. Non si sa ancora come Giletti abbia reagito alla scelta: il conduttore potrebbe anche decidere di fare i bagagli, per trasferirsi a Mediaset per riproporre la sua creatura televisiva, senza timore di suscitare malcontenti.