Sulle pareti della 'scatola', il piccolo studio televisivo che simula l'intimità di una stanza domestica, sono proiettate in bianco e nero le immagini dei genitori uccisi: Antonio Maso, agricoltore di 56 anni e Rosa Tessari, casalinga di 48 anni. Sulla poltrona, invecchiato, appesantito e affranto, c'è l'ex ragazzo Pietro Maso, quel figlio narcisista e fanatico che il 17 aprile 1991 a Montecchia di Crosara, in provincia di Verona, si rese protagonista di uno dei più impressionanti omicidi a sfondo familiare della cronaca nera italiana. Ed è con questo "faccia a faccia" che Maurizio Costanzo ha scelto di dare avvio alla nuova stagione del suo format, "L'intervista".

La puntata registrata, andrà in onda giovedì prossimo in seconda serata su Canale 5, ma sulla pagina Facebook del giornalista già fioccano critiche e condanne.

Lo spoiler della puntata

Sulla pagina Facebook di Costanzo c'è solo lo spoiler, un'anteprima della puntata. Un video di pochi secondi che sintetizza il "talk one to one". Si vede Maso in studio che dice: "Sono qui senza corazze e senza maschere". E Maurizio Costanzo controbatte: "E io sono qua per dire quello che penso". Maso in lacrime e Costanzo che gli chiede: "Ha voglia di pentirsi Pietro?" L' Ansa riporta qualche anticipazione in più. Il reo confesso che ha espiato la sua pena, dice: "Mi sono già pentito di quello che ho fatto e cerco di ricostruire una vita".

L'anchorman si sofferma su un ricordo doloroso: quando mamma Rosa, insospettita dagli strani movimenti in casa e quasi avesse avvertito il sinistro distacco del figlio, poco prima del terribile delitto, chiese a Pietro se lui le volesse bene e. Lui le rispose di sì, ma ammette che mentiva perché in testa aveva già il piano criminale.

Massacrò i genitori con l'aiuto di tre complici e lo fece volontariamente perché voleva ottenere subito la sua parte di eredità per fare la bella vita. Finse una rapina prima di confessare la sua colpevolezza. Condannato definitivamente a 30 anni di reclusione, per via di indulti e benefici ne ha scontati 22.

Vita da uomo libero

Dal 2013 è uscito di prigione. Da uomo libero, ha scritto un libro 'Il male ero io'. Gli è piaciuto posare, spogliato, palestrato e tatuato, per un noto settimanale gossip a cui ha raccontato che papa Francesco gli ha telefonato in risposta a una sua lettera in cui chiedeva perdono. Lo stesso narcisismo che la giornalista Cinzia Tani, esperta di storia sociale del delitto, aveva descritto negli anni della detenzione di Maso: "In carcere le sue preoccupazioni sono la cura della propria persona, dal profumo all'abbronzante, dalla ginnastica a prendere il sole. Non prova alcun rimorso. Riceve lettere da migliaia di fans". Ora che ha pagato il suo conto con la giustizia, l'ha subito riaperto: da gennaio 2016, è indagato dalla procura di Verona per tentata estorsione verso Nadia e Laura, le due sorelle che sono state messe sotto scorta perché le avrebbe minacciate di morte.

Il 4 marzo del 2016, infine, è stato ricoverato in una clinica psichiatrica per turbe mentali e dipendenza dalla cocaina.

Rivolta social

Il profilo Facebok del noto anchorman è preso d'assalto. Gli utenti sono scatenati. Uno scrive: "Inaccettabile che vengano invitati personaggi che dovrebbero rimanere nell'oblio per l'eternità". Un altro: "Per l'audience si invita un pluriomicida". In tanti bollano di sciacallaggio l'intervista all'assassino. E c'è chi propone di boicottare il programma. Agostino Rigoli, legale delle sorelle Maso, ha definito l'operazione una "miseria per ottenere mezzo punto in più di share". Tra i commenti risaltano espressioni quali "vergognoso", "indecente", "scempio mediatico", "tv spazzatura".

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