Non ci sono ospiti internazionali che tengano e non basta Sam Smith in apertura di puntata né un Alessandro Cattelan sempre in prima linea per i temi sociali – questa puntata è dedicata alla prevenzione dell’inquinamento dei mari – che ormai rivestono di una patina sbrigativamente impegnata X Factor, a smorzare i contrasti: gli animi dei giudici sono surriscaldati fin dal riassunto della puntata precedente.

Il ricambio con Mara Maionchi e Levante sembrava aver assicurato una giuria più equilibrata e lontana dagli sghiribizzi inopportuni dell’edizione precedente; persino Fedez si presenta con un basso profilo, ma questa sera è Manuel Agnelli che non risparmia sarcasmo e affondi per nessuno, senza rendersi conto che la sua strategia rischia di ritorcerglisi contro.

E a farne le spese, come sempre, sono i concorrenti, tutti più che determinati ad arrivare in finale senza risparmiarsi neanche per un istante.

Una prima manche costellata di scivoloni

Le polemiche iniziano immediatamente e colpiscono Enrico Nigiotti, che non piace per niente ai giudici: la sua cover di Quelli Che Benpensano di Frankie Hi-NRG, spogliata di tutte le rime rap e rivista in chiave rock e blues, coinvolge solo a metà. Se da un lato le qualità di Nigiotti come interprete e musicista si notano – così come la sua personalità – dall’altro lato anche questa volta il cantante toscano non è del tutto padrone del pezzo che porta, ma è Manuel Agnelli ad attaccare con insistenza, quasi infastidito, mentre Fedez e Levante si limitano a fargli notare che dovrebbe esibirsi in un pezzo più vicino alle sue corde.

Non ci sono colpi da incassare su Sem&Sténn, anche se Mara fa notare come la loro esibizione – più coreografica che ricca di contenuti – ha banalizzato non poco l’originale pezzo di Marilyn Manson, The Dope Show, depurandolo di tutti i suoi aspetti più metal e inquietanti, per presentare l’ennesimo arrangiamento in chiave elettro-dance anni Ottanta che punta più sul glam che sullo sconvolgimento del pubblico.

Lo stesso Fedez nota come l’eccessiva aggiunta di voci di contorno faccia finire ancor più in secondo piano le voci dei due cantanti, non le più forti del ventaglio di concorrenti dell’undicesima edizione.

Nemmeno Rita Bellanza convince: la sua cover di La Verità di Brunori SAS non ha nulla della tragicità del pezzo originale, c’è piuttosto distacco e il vizio di Rita di graffiare troppo con la voce, che consegnano al pubblico una performance tenuta su solo a metà.

Levante è convinta di averle assegnato un pezzo importante per lei, nonostante gli altri giudici le facciano notare il rischio che corre, nel voler dare ai propri concorrenti canzoni sulla base del messaggio che vuole trasmettere, piuttosto che badare ai loro punti forti.

E se i botta e risposta fra i giudici sono già tesi e persino Levante lascia da parte la sua consueta dolcezza per tirare fuori una grinta puntuta, Gabriele Esposito non contribuisce a rasserenare gli animi. La sua esibizione su The Judge dei Twenty One Pilots è più convincente di quella della prima puntata ma restano ancora tanti dubbi sulle scelte musicali di Fedez. In particolare è Manuel a insistere, con un sorriso sardonico, sul fatto che la voce del giovane cantante non sia eccezionale e che la migliore resa di questa puntata sia da imputare proprio al fatto che gli è stato assegnato un buon pezzo, che ha saputo interpretare senza infamia e senza lode.

C’è anche spazio per rinfacciare a Fedez di aver scelto di coprire la voce del suo concorrente con una serie di cori registrati, quasi come vendetta delle critiche che il rapper aveva rivolto a Sem&Sténn.

Solo sui Måneskin l’aria di rivolta sembra placarsi: la loro esibizione su Beggin’ conquista tutti, nonostante sia sempre molto coreografica e nonostante le indubbie difficoltà del frontman Damiano, che continua a sforzare la sua voce. I giudici sono favorevolmente colpiti e il pubblico è addirittura in delirio, sia in studio sia sui social.

Alla fine ad andare al ballottaggio è Virginia Perbellini, ultima ad esibirsi: decisamente più sciolta rispetto alla puntata precedente, Virginia risente ancora della tensione e dell’assegnazione di un altro pezzo importante.

Florence di Florence and The Machine è una voce non meno impegnativa di Alanis Morissette e la giovanissima cantante sembra avere ancora molta strada da fare, sia per trovare un suo equilibrio, sia per capire quale personalità dare ai suoi pezzi.

Una seconda manche trionfale

Dopo l’esibizione di Dua Lipa, lo spettacolo riprende e cambia totalmente marcia. È un susseguirsi dei pezzi forti dell’edizione, la seconda parte della serata; ma le polemiche, lungi dallo spegnersi, si fanno ancora più accese. Lo scontento e le battute caustiche serpeggiano e infervorano anche il pubblico e chi getta benzina sul fuoco più di tutti è proprio Manuel Agnelli, determinato a non accettare critiche ma a dispensarne agli altri senza pietà.

È così che dopo un’esibizione più che convincente sulle note di Make It Rain di Ed Sheeran di Andrea Radice Manuel ci tiene a far sapere che, nonostante le ottime capacità vocali e l’originalità con cui il cantante napoletano ha saputo interpretare un pezzo non facile su cui avrebbe potuto appiattirsi, Mara Maionchi ha fatto una scelta che lo ha molto annoiato per tutta la durata del pezzo.

Ma è la sua volta di venire subissato di critiche quando i pur bravi e sempre tecnicamente ineccepibili Ros finiscono per presentare una versione di Fiori d’Arancio di Carmen Consoli che coreograficamente si rivela di grande impatto ma nella sostanza è molto povera: come fanno notare tutti e tre i giudici, la voce di Camilla è sfruttata male e si impunta troppo sugli alti, senza avere lo spazio di distendersi su una melodia cantata.

Manuel però fa orecchie da mercante e ribadisce che i Ros sono punk e il loro cantato è ineccepibile.

L’esibizione, sentita e piena di emozione, di Samuel Storm sulle note di Unsteady degli X Ambassador è l’unico momento di respiro durante la seconda manche: nonostante una brutta tracheite, Samuel non sbaglia un colpo e tutti i giudici hanno poche parole da spendere e soltanto di complimenti e di auguri, perché il cantante dalla voce probabilmente più matura dell’undicesima edizione ha convinto ancora una volta.

Ricomincia la guerra sotterranea su Camille Cabaltera, reduce dal suo diciottesimo compleanno. Seduta al pianoforte si esibisce sulle note di Chandelier di Sia. La scelta pare troppo scontata a Manuel e Fedez – Levante si difenderà adducendo il fatto che questa è la sua prima volta a X Factor – ma sarà Mara a centrare il problema: Camille è un’ottima interprete, dalle capacità vocali eccellenti, ma non c’è molta anima e personalità nelle sue esibizioni.

Altrettanto mature e sorprendenti si rivelano le doti canore di Lorenzo Licitra, che per l’occasione si sdoppia: Mara Maionchi gli ha infatti assegnato il difficile compito di interpretare sia la parte di Zucchero, sia la parte di Pavarotti, nella sua cover di Miserere: il risultato finale è emozionante e sorprendente assieme ma i giudici non sembrano essere dello stesso avviso. Piovono critiche sulla scelta di Mara e sull’interpretazione di Lorenzo, soprattutto da parte di Manuel, che lo accusa contemporaneamente di essere molto bravo ma non un buon tenore, troppo impostato ma privo di emotività nelle parti pop.Il pubblico da casa è però di avviso diverso e sono i Ros che vengono puniti per le scelte di Manuel, finendo al ballottaggio contro Virginia Perbellini.

I concorrenti si sfidano nei loro cavalli di battaglia ma i giudici non riescono a prendere una decisione: Fedez trova più interessanti i Ros, Mara Maionchi preferisce le doti canore di Virginia. Tocca così al pubblico compiere la scelta finale. I Ros convincono di più e si salvano, mentre Virginia deve fermarsi alla seconda puntata ma con l’assicurazione da parte di Levante che troverà una spalla, quando si considererà pronta per fare il salto ed entrare nel mondo della musica.

E intanto le attese salgono: per il terzo live, infatti, l’ospite speciale sarà l’ex-One Direction Harry Styles.

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