Giulia De Lellis potrebbe essere denunciata per truffa dal consorzio DiValenza. L'influencer qualche mese fa aveva pubblicizzato sul suo profilo Instagram una raccolta fondi il cui ricavato sarebbe stato devoluto agli orafi di Valenza. Questi ultimi, però, sostengono che i soldi non siano mai arrivati.

Barbara Rizzi, presidente del consorzio, nella giornata di mercoledì 15 luglio ha dichiarato di avere intenzione di presentarsi in procura per querelare Giulia De Lellis per la sua presunta truffa.

Giulia De Lellis e la raccolta di beneficenza

Durante le settimane più acute dell'emergenza coronavirus e di crisi del commercio, Giulia De Lellis, tramite il suo profilo Instagram, si era fatta portavoce di una iniziativa benefica a favore di una categoria particolarmente colpita a livello economico in seguito alla pandemia.

L'autrice de "Le corna stanno bene su tutto" era stata testimonial per la vendita di alcuni bracciali, il cui ricavato sarebbe stato interamente devoluto agli orafi di Valenza (Alessandria).

La cittadina piemontese è famosa in tutto il mondo per la lavorazione dei gioielli. Il consorzio DiValenza in queste ore si è mobilitato contro Giulia De Lellis poiché il denaro raccolto con la presunta beneficenza non sarebbe mai giunto ai destinatari.

La raccolta fondi di Giulia De Lellis non sarebbe mai arrivata ai destinatari

Gli orafi di Valenza pare che non fossero al corrente delle intenzioni dell'ex corteggiatrice di Uomini e donne. Anche Barbara Rizzi, presidente del consorzio, non sarebbe stata avvertita dell'iniziativa di De Lellis, e a tal proposito ha dichiarato: "Ho sempre detto che avrei difeso gli orafi e mi sono rivolta ad un avvocato per procedere con una denuncia, come mi hanno suggerito tanti orafi valenzani".

Giulia, qualche mese fa, aveva pubblicizzato alcuni braccialetti di una gioielleria di Milano, corredati da targhette che recavano delle incisioni come "fortuna" o "love". L'influencer aveva affermato che i proventi delle vendite sarebbero andati agli orafi valenzani.

Le accuse mosse nei confronti di Giulia De Lellis

Barbara Rizzi ha spiegato al quotidiano La Stampa di aver pubblicato su Facebook un post in cui chiedeva chi fossero gli organizzatori della vendita dei bracciali a scopo benefico, e invitandoli a palesarsi, altrimenti sarebbe stata costretta a girare il filmato alla procura della Repubblica.

La presidente del consorzio DiValenza ha chiamato la gioielleria milanese chiedendo se fosse stata avviata una raccolta benefica con i loro gioielli, e in un primo momento la risposta è stata affermativa. Rizzi ha risposto che gli orafi della cittadina piemontese non avevano ricevuto il denaro. Dopo circa un'ora è stata contattata telefonicamente dalla titolare della società meneghina che le ha detto che era stata l'attrice a leggere male il copione.

Rizzi si è rivolta quindi all'avvocato Massimo Grattarola, il quale ha dichiarato che ci sono i presupposti per presentare una denuncia per truffa. Quindi ha aggiunto che lunedì prossimo andrà in procura per depositare la querela.

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