Fabrizio Corona è il protagonista di una docuserie in cinque episodi, disponibile su Netflix a partire dal 9 gennaio 2026. Il progetto, intitolato ‘Io sono notizia’, non è una biografia tradizionale, ma un affresco dell’Italia dagli anni Novanta a oggi, che attraversa l’era berlusconiana, l’avvento dei social media e le contraddizioni del sistema giudiziario italiano. La serie si apre con una dichiarazione di Corona: “Io ho un’idea del mondo in cui non esiste il bene. Non credo in nulla”.
Un racconto tra realtà e finzione
La docuserie non esprime giudizi sul protagonista, ma esplora le zone d’ombra tra bene e male, realtà e finzione.
Il regista Massimo Cappello e l’autrice Marzia Maniscalco hanno scelto un tono da tragicommedia, per offrire leggerezza senza banalizzare le vicende, invitando lo spettatore a riflettere. La vitalità di Corona emerge come capacità di trasformare le cadute in spettacolo e il dolore in aneddoto.
Voci e volti a confronto
Il racconto include oltre venti contributi, tra cui quelli di Marianna Aprile, Platinette, Lele Mora, Nina Moric, Marco Travaglio e Costantino Vitagliano. Le testimonianze offrono un ritratto sfaccettato di Corona, l’uomo che ha trasformato la propria vita in un reality permanente.