Durante la puntata del 25 maggio 2026 de “La Pennicanza” su Rai Radio2, Fiorello ha invitato Amadeus. In una videochiamata in diretta, Amadeus ha espresso il desiderio di visitare il programma entro il 5 giugno, a cui Fiorello ha risposto prontamente: “Ti faccio trovare il lasciapassare, il nulla osta! Se vieni qui in via Asiago rendi tutti felici. Organizziamo ufficialmente l’Ama‑day!”. Questo scambio ha evidenziato il forte legame di amicizia tra i due, già protagonisti di numerose esperienze televisive.

Lo show, nella sua penultima settimana di messa in onda per la stagione, ha visto Fiorello chiarire le voci sul futuro, affermando che la decisione è “tutto nelle nostre mani”.

La direttrice di Rai Radio2, Simona Alibrandi, ha poi confermato ufficialmente il programma. La trasmissione si svolge negli storici studi di via Asiago a Roma, simbolo della radiofonia italiana, rafforzando il legame con il pubblico affezionato. L’“Ama-day”, ufficializzato da Fiorello, accentua il carattere ludico e collettivo del programma.

Fiorello tra nostalgia televisiva e critiche al sistema

L'invito ad Amadeus si inserisce in una più ampia riflessione di Fiorello sui cambiamenti del panorama mediatico. Al Salone del Libro di Torino, lo showman aveva già lanciato un appello: “Ama, torna in Rai”, riferendosi al momento complicato vissuto dal conduttore dopo l’addio alla Rai e il passaggio al Nove.

Queste parole hanno alimentato speculazioni su un possibile ritorno di Amadeus in Rai, dato il rapporto strettissimo tra i due.

Fiorello ha espresso nostalgia per la televisione della sua infanzia, quando “la scelta era tra Rai1 e Rai2” e “non esisteva nemmeno il telecomando”. Ha contrapposto quella TV all'offerta attuale, dominata da frammenti social e format ripetuti. Ha criticato una televisione orientata ai “numeri, economici e di ascolti”, sottolineando che la Rai dovrebbe essere servizio pubblico. La radio, invece, sembra mantenere una maggiore libertà espressiva e una vicinanza con gli ascoltatori.

Tra i temi affrontati, la scomparsa della seconda serata televisiva, che ha impoverito l’offerta: “Se non ci fosse stata la seconda serata non avremmo avuto Arbore o Chiambretti”.

Non sono mancate le battute sull’attualità, dall’ossessione televisiva per i casi di cronaca nera (“Quando sento parlare di Garlasco cambio canale. È diventata un’esagerazione”), all’affondo ironico sulla politica: “Sono preoccupato perché da 48 ore nessun ministro tradisce. Che succede?”.