Il noto conduttore televisivo Federico Quaranta ha annunciato il suo ritorno sugli schermi con una nuova stagione di programmi dedicati al racconto dei territori italiani e delle loro storie. L'annuncio è avvenuto durante il festival “Il Libro Possibile” a Polignano a Mare, nell'ambito dell'incontro “Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo”. Quaranta, intervenuto l'11 luglio 2026, ha affrontato anche il recente episodio di aggressione subito a Milano, definendolo una semplice “rapina” e minimizzando l'accaduto: “non voglio più parlarne.
Vorrei derubricarla a rapina. Può succedere, è capitato. Secondo me non è colpa di Milano, non è colpa di niente”. Ha inoltre menzionato la telefonata di vicinanza ricevuta dal sindaco Giuseppe Sala.
Durante l'evento, Quaranta ha espresso orgoglio per l'invito del sindaco di Matera, Antonio Nicoletti, a raccontare la città. “Questa cosa mi riempie di orgoglio perché io non sono materano ma genovese. Non ho mai raccontato Genova, ma mi chiamano per raccontare Matera, perché l’ho attraversata, sono sceso nelle profondità della Gravina, l’ho studiata e ogni volta che ci vado sento un radicamento profondissimo”. Il conduttore ha poi confermato la sua presenza nella prossima stagione televisiva sia su Rai 1, con spin-off di Linea Verde nella fascia del sabato a partire da mezzogiorno, sia su Rai 3 con Il provinciale.
Quest'ultimo programma prenderà il via il 7 settembre 2026 alle ore 20.10, proponendo viaggi settimanali in diverse regioni italiane, con puntate consecutive da lunedì a venerdì che, pur fruibili singolarmente, racconteranno un unico territorio per cinque giorni.
La cucina italiana come patrimonio UNESCO al centro dei nuovi racconti
Quaranta ha rivelato che, parallelamente alla messa in onda, saranno registrate altre 60 puntate de Il provinciale. Queste, oltre ai temi antropologici e sociologici, si dedicheranno alla cucina italiana come patrimonio intangibile UNESCO. “Sappiamo meglio di chiunque altro che la cucina è antropologia pura. Per capire un popolo sulla Terra si deve prima di tutto guardare come e dove quel popolo mangia”, ha spiegato Quaranta.
L'attenzione alla narrazione dei territori si intreccia così con la valorizzazione delle tradizioni culinarie, considerate un elemento fondamentale della cultura nazionale.
Ripercorrendo la sua carriera ventennale, Quaranta ha sottolineato il suo impegno costante nella scoperta di nuovi luoghi. “Ancora oggi le persone si stupiscono, mi dicono che faccio un lavoro incredibile perché le storie che racconto sono così profonde. Quelle sono il nostro patrimonio, la nostra ricchezza. Sono le storie di tutti. È per questo che continuo a camminare e a raccontare”. Un approccio che mira a restituire valore al racconto delle comunità e delle identità locali, considerate una risorsa inestimabile.
L'episodio di Milano e il dibattito sulla sicurezza urbana
L'episodio di rapina subito da Quaranta a Milano ha avuto luogo mentre il conduttore rientrava a casa. Tre giovani malviventi hanno tentato di sottrargli uno zaino, una valigia e un orologio di famiglia. Quaranta ha dichiarato di aver reagito e di essersela cavata, mantenendo pubblicamente una posizione distensiva rispetto alla questione della sicurezza urbana a Milano. Tuttavia, l'accaduto si inserisce in un contesto di crescente preoccupazione per i reati predatori in Italia e nel capoluogo lombardo. Dati del 2024 indicano 2,38 milioni di reati segnalati nel Paese (+1,7% rispetto all'anno precedente), con Milano che detiene la leadership nell'indice di criminalità, in particolare per furti e rapine.
La Città Metropolitana di Milano registra 3.711,7 denunce di furto ogni 100.000 abitanti e 137,6 di rapina ogni 100.000 abitanti. Nonostante questa realtà, Quaranta ha scelto di focalizzarsi sulle narrazioni positive del territorio italiano, rilanciando la sua attività di narratore televisivo di comunità e luoghi, un fil rouge della sua ventennale carriera. I suoi programmi contribuiscono a rafforzare la conoscenza delle culture e delle tradizioni popolari, offrendo un racconto delle identità italiane che si propone come antidoto alla cronaca negativa e alle paure sociali. La centralità della cucina, della storia e delle specificità territoriali nelle sue trasmissioni rappresenta una risorsa culturale che trova nuova attenzione nelle scelte editoriali Rai per la stagione 2026-2027.