Gloria Steinem, icona del femminismo e scrittrice di fama mondiale, è tornata a rivolgersi al pubblico in un'intervista postuma diffusa da Netflix. La puntata, parte della serie “Famous Last Words” curata da Brad Falchuk, è stata resa disponibile in streaming dopo la sua scomparsa, avvenuta mercoledì all'età di 92 anni. Questo colloquio speciale era stato registrato nel febbraio 2025 con un accordo ben preciso: la sua pubblicazione sarebbe avvenuta esclusivamente dopo la morte dell'attivista. L'intervista rappresenta un congedo pubblico significativo della fondatrice della rivista Ms.
, offrendo una riflessione profonda sulla sua vita e sul suo impegno.
Il format di “Famous Last Words” si basa sulla costruzione di ogni episodio attorno a una conversazione finale, mantenuta riservata finché l’intervistato è in vita. Nel caso di Steinem, l’intervista si inserisce in un contesto televisivo che fonde memoria personale, biografia pubblica e un'attenta riflessione politica. La serie aveva già proposto altri due ritratti postumi di figure di spicco: nel 2025, un episodio fu dedicato a Jane Goodall, celebre per il suo lavoro con gli scimpanzé e ricordata come la “donna che parlava alle scimmie”; successivamente, fu la volta di Eric Dane, attore noto per i suoi ruoli in Grey’s Anatomy ed Euphoria, scomparso nel febbraio 2026 dopo aver lottato contro la Sla.
Netflix mantiene una rigorosa riservatezza sulla lista dei futuri partecipanti, poiché la messa in onda di ogni puntata è strettamente legata al decesso della persona intervistata; questa segretezza si estende anche a membri interni alla produzione, garantendo l'esclusività e l'impatto emotivo di ogni rivelazione.
Nel corso del dialogo con Falchuk, Gloria Steinem ha fermamente respinto l’idea di essere stata per cinquant’anni “il volto” del movimento femminista. La sua risposta è stata categorica: “Spero di no. Perché non sarebbe giusto”. L’attivista ha insistito sulla natura intrinsecamente collettiva e plurale del femminismo, descrivendolo come “un movimento fatto di diversità”. Ha inoltre collegato questa visione ai dati d’opinione, evidenziando come, sulle battaglie cruciali sostenute dal movimento, “le donne nere sono più propense ad appoggiarli delle donne bianche come me”, sottolineando le sfumature e le diverse prospettive all'interno della lotta per l'uguaglianza.
Un altro passaggio fondamentale dell'intervista ha riguardato il futuro dei diritti delle donne negli Stati Uniti. La fondatrice della rivista Ms. ha dichiarato di non perdere la speranza, nonostante le recenti battute d'arresto, come l’abolizione della sentenza della Corte Suprema che nel 1973 aveva legalizzato il diritto all’aborto, e il contesto politico complesso segnato dalla presidenza di Donald Trump. “Mi arrabbio e mi deludo, ma non perdo la speranza nel futuro”, ha affermato Steinem, pur richiamando con lucidità le persistenti “restrizioni religiose, di razza e di classe” che continuano a influenzare pesantemente la vita delle donne, evidenziando la complessità e la stratificazione delle sfide ancora da affrontare.