I marò italiani inquisiti in per la uccisione di due pescatori tornano oggi in India per mettersi a disposizione delle autorità locali.

I due militari erano arrivati in Italia grazie alla concessione di una seconda licenza dopo quella natalizia, stavolta per motivi elettorali da parte del Governo indiano.

 La settimana scorsa il Governo italiano aveva dichiarato che i marò sarebbero rimasti in Italia per essere giudicati da Tribunali internazionali, poichè vi era un conflitto di giurisdizione con la giustizia indiana.

La notizia aveva scatenato una serie di reazioni veementi da parte del Governo e delle autorità giudiziarie indiane, che avevano addirittura ritirato il passaporto e limitato i movimenti dell'Ambasciatore italiano in India, poichè lo stesso aveva dato la sua garanzia, firmando il documento per la concessione della licenza, che i militari avrebbero fatto rientro in India oggi 22 marzo .

Alla fine, le autorità italiane hanno deciso per il ritorno dei marò, anche se la nostra diplomazia ha ottenuto che le autorità indiane firmassero un documento in cui garantiscono, tra le altre condizioni, una qualità della carcerazione vivibile ai due militari e che non sarà presa neanche minimamente in considerazione in sede dibattimentale, la possibilità di una condanna alla pena capitale.