L'antico Sentiero Inca che porta a Machu Picchu, in Perù, considerato uno delle migliori escursioni al mondo, resterà chiuso nel mese di febbraio per lavori di manutenzione, fanno sapere le autorità peruviane. La chiusura consentirà di fare pulizia, conservazione e manutenzione, ha informato Fernando Astete, direttore dell'affascinante ed enigmatico parco archeologico, che da 34 anni si dedica alla protezione, conservazione e studio della città di Machu Picchu.

Il funzionario-archeologo ha dichiarato all'agenzia ufficiale Andina che circa 60 specialisti e tecnici della Direzione regionale culturale di Cuzco parteciperanno alle attività previste e lavoreranno lungo i 42 km del percorso, partendo dall'antica fortezza di Ollantaytambo, chiamata "Il cancello degli Dei", e arrivando fino alla città Inca.

I lavori prevedono tecniche di drenaggio del terreno, sistemazione dei servizi igienici presenti lungo il percorso; verranno inoltre compiute opere di riforestazione e restauro dei 18 monumenti e dei siti archeologici.

"Non vi è alcun deterioramento visibile grazie alle tecnologia contemporanea che utilizziamo per la gestione del parco, come ad esempio le griglie di filtro per il trattamento di pavimenti e una serie di tecniche per la conservazione dei monumenti", ha detto Astete.

Il Cammino Inca di Machu Picchu è generalmente attraversato da 500 visitatori europei, asiatici e latino-americani al giorno, che percorrono i 42 chilometri verso Machu Picchu in circa quattro giorni di trekking. Astete ha aggiunto che l'ingresso al sito archeologico, considerato una delle sette meraviglie dell'umanità, rimarrà aperto per i visitatori che arrivano al villaggio di Machu Picchu in treno, per poi salire alle rovine con l'autobus. 

La chiusura temporanea coinciderà con la stagione delle piogge nelle Ande peruviane, che di solito sono intense soprattutto nei mesi febbraio e marzo. 

Il complesso architettonico della Valle Urubamba, a nord-est di Cuzco, venne costruito intorno al XV secolo da Pachacútec, il primo Inca a lasciare Cusco per conquistare nuove regioni, e nel 1983 è stato riconosciuto dall'Unesco come Patrimonio Mondiale Culturale e Naturale dell'Umanità.