Se siete soliti effettuare prenotazioni alberghiere o acquistare biglietti aerei online, potrebbe esservi capitato di notare improvvisi aumenti delle tariffe, nel giro di pochi giorni ma talvolta anche di poche ore. Non sempre queste fluttuazioni sono dovute all'andamento del mercato, che notoriamente tende ad aumentare i prezzi quando si riduce la disponibilità di posti negli aerei o nelle strutture alberghiere. Potrebbe trattarsi di "dynamic pricing", una tecnologia utilizzata da numerosi siti per ottimizzare i guadagni, proponendo tariffe "su misura" per ciascun utente. Vediamo di cosa si tratta e come evitare di pagare più del dovuto.

Come funziona il "dynamic pricing"

Il mercato delle prenotazioni turistiche effettuate tramite il web vale poco meno di dieci miliardi di euro all'anno, ed è in costante crescita.

Le aziende operanti nel settore stabiliscono i prezzi in funzione della stagione, notoriamente più alti man mano che si entra nel fulcro del periodo vacanziero, ma si affidano anche ad altri parametri, come le tariffe proposte dai competitor, l'andamento della domanda verso una determinata meta o struttura turistica e persino le previsioni meteorologiche. Ma anche dalle informazioni su di voi e sulle vostre preferenze che lasciate in rete, e che spesso vengono salvate con i cosiddetti "cookies".

Molte persone quando hanno deciso la meta delle proprie vacanze effettuano ricerche sul web, consultano le tariffe aeree e degli hotel su diversi siti ed a più riprese. Comportamenti che indicano un forte interesse verso una meta e la alta probabilità che possiate effettuare una prenotazione: e questo può indurre i siti a proporvi tariffe più elevate di quelle che vi avevano mostrato in precedenza.

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In alcuni casi "spariscono" dai risultati delle vostre ricerche le soluzioni più convenienti, mentre vi verranno proposte altre più dispendiose. Più manifestate interesse per un determinato biglietto aereo o hotel, maggiore sarà il prezzo che vi sarà proposto dai siti che utilizzano tecniche di dynamic pricing.

L'allarme di Federprivacy e come proteggersi

A evidenziare queste strategie di marketing è stata Federprivacy, che sottolinea come il "dynamic pricing" possa far lievitare i prezzi anche di un buon 30%. Fortunatamente però, il cittadino può evitare di rimanere vittima di queste "trappole virtuali" con pochi colpi di mouse. E' sufficiente svuotare la cronologia del browser ed i cookies salvati nel proprio PC, mediante il menù generalmente disponibile nelle impostazioni sulla privacy del browser. In questo modo i siti non saranno informati sulle vostre precedenti ricerche. Federprivacy suggerisce inoltre di negare il consenso all'utilizzo dei cookies di terze parti, oppure installare un software che permette di navigare sul web senza lasciare traccia.

E' buona norma inoltre, verificare se il sito dove state effettuando la prenotazione offre garanzie sul prezzo: il cosiddetto "miglior prezzo garantito", con il quale alcuni portali assicurano di offrire all'utente il miglior prezzo disponibile sul web e si impegnano ad adeguare le tariffe qualora siate in grado di dimostrare che lo stesso hotel o biglietto aereo è venduto ad un prezzo inferiore su un altro sito. #vacanze estive