Nell'udienza preliminare del processo per la morte di Riccardo Magherini, il gip ha accolto la richiesta del pubblico ministero, Luigi Bocciolini, rinviando a giudizio tutti gli indagati, quattro carabinieri e tre volontari della Croce Rossa, con l'accusa di omicidio colposo. Per uno dei carabinieri si aggiunge anche l'accusa di percosse. Oltre agli imputati, erano presenti in aula parenti e amici di Magherini, insieme a Ilaria Cucchi (sorella di Stefano, morto durante la detenzione in carcere), che hanno accolto la decisione con un lungo applauso.

Caso Magherini: la ricostruzione della morte

I fatti su cui è incentrato il processo si riferiscono alla morte di Riccardo Magherini, un giovane di 40 anni, deceduto della notte fra il 2 e il 3 marzo 2014 a dopo essere stato fermato dai carabinieri.

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Secondo la ricostruzione del pm, quella sera Magherini gira per le vie di Borgo San Frediano in stato confusionale. Il giovane, molto conosciuto per via dei suoi trascorsi di calciatore nella Fiorentina, pare in preda ad un attacco di panico che lo porta ad entrare nei locali chiedendo aiuto: "Mi inseguono, mi vogliono uccidere", fino a quando incrocia una pattuglia di carabinieri che lo ferma. Riferiscono le numerose testimonianze, Magherini che va in escandescenze e viene immobilizzato con la forza. Anche troppa, secondo un video che mostra uno dei carabinieri che lo prende a calci mentre è a terra. Il giovane implora di chiamare soccorsi, che arrivano un'ambulanza della Croce Rossa, ma i tre volontari, ora accusati di omicidio colposo, non intervengono in quanto non autorizzati dai militari per motivi di sicurezza.

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A difesa dei volontari, il loro legale sostiene che Magherini si trovava in un evidente stato di agitazione psico-motoria che avrebbe richiesto un sedativo non praticabile dai volontari intervenuti, ma solo da personale sanitario non presente sull'ambulanza in quanto l'intervento era stato segnalato come "codice giallo". Quando il medico arriva, Riccardo Magherini è già morto. Secondo i risultati dell'autopsia, la morte è sopravvenuta a causa di un'intossicazione acuta da cocaina associata ad un meccanismo asfittico. Il processo, che inizierà il prossimo 11 giugno, dovrà accertare le responsabilità di chi è intervenuto, forze dell'ordine e personale sanitario, che forse potevano salvarlo. #Cronaca Firenze