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Aumento di stipendio? No grazie, non così. Gli insegnanti si ribellano all’ennesima beffa dopo tante promesse: nonostante mesi e mesi di slogan, l’aumento di stipendio prospettato negli ultimi mesi sarà anche inferiore a quanto a lungo annunciato. L’incremento stipendiale del nuovo del contratto docenti ammonterà infatti a circa 80 euro mensili (e per giunta lordi), ancora meno delle già insufficienti 85 euro sbandierate per mesi. Oltre al danno di 9 anni di fermo contrattuale si aggiunge l’ulteriore beffa di una promessa non mantenuta, di una disparità che ha visto invece ai restanti impiegati del pubblico impiego il riconoscimento di un aumento di 85 euro, come pattuito.

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Certamente il pomo della discordia non è l’insignificante differenza rispetto ai colleghi delle P.A, quanto piuttosto l’ennesima beffa che si aggiunge alla lunga serie delle precedenti.

Importi ridotti di due terzi

È stato ribattezzato il peggior rinnovo del contratto degli ultimi 30 anni, quello che le sigle sindacali dovrebbero siglare entro l'anno e per cui hanno già ricevuto la diffida. La base degli iscritti infatti chiede a gran voce l'abbandono del tavolo negoziale da parte delle sigle presenti alle trattative presso l’Aran a Roma (Flc Cgil, Cisl, Uil, Snals e Fgu) e la mobilitazione nazionale. L'obiettivo è quello di rinviare il rinnovo alla prossima legislatura poiché mancano le risorse necessarie per un congruo adeguamento: in 9 anni di blocco contrattuale la perdita del potere d’acquisto delle retribuzioni dei docenti si attesta, secondo le stime riportate da Orizzontescuola, ad un negativo netto di 17.000 euro.

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Non c'è bisogno di fare calcoli per rendersi conto dell'inadeguatezza degli 80 euro (circa 40 netti): l'aumento a cui i docenti avrebbero diritto secondo Anief in media sarebbe pari a 200 euro netti al mese.

Aumento stipendio? Neanche due caffè

A questo c'è da aggiungere anche la questione degli arretrati [VIDEO] che, secondo Il Sole 24 ore, con le condizioni attuali ammonterebbero a 581 euro (468 euro secondo l’Anief, contro i 2.654 effettivamente spettanti). A conti fatti dunque le somme sarebbero pari a un terzo di quelle spettanti, per un aumento di stipendio di circa 1,40 euro al giorno, praticamente due caffè, anche meno. La mobilitazione non è tardata ad arrivare e Anief ha lanciato una petizione (https: //www.change.org/p/gli-insegnanti-chiedono-un-adeguamento-di-almeno-200-netti-di-stipendio-fermo-da-9-anni) che ha raccolto quasi 80.000 sottoscrizioni con cui invita i sindacati a rifiutare l'accordo. La partita quindi si giocherà nei prossimi giorni e il portale Professione Insegnante fa sapere che, in caso di firma, verrà organizzato un “disdetta day” con la messa in atto di azioni di boicottaggio in vista delle prossime elezioni per le RSU. #contratto scuola #Scuola