Con l'arrivo del caldo torrido sembra essere anche tornato in auge un elemento altrettanto scottante della riforma della scuola introdotta dall’ex governo Renzi: i 500 euro del bonus docenti per l’auto-formazione. Emergono infatti dubbi e incertezze su quelle che saranno le sorti della tanto discussa carta del docente che per il prossimo anno scolastico rischia di non essere rinnovata. A dispetto delle polemiche circa quella che è stata ribattezzata una vera e propria “mancia elettorale”, per molti insegnanti il bonus è stato effettivamente un’occasione per una spesa che altrimenti avrebbe generato dubbi e ripensamenti e, anche se non può certo sostituire le necessarie compensazioni stipendiali che ci differenziano dai colleghi delle altre nazioni danno comunque una mano.

Il cambio al governo delle ultime elezioni e gli annunci fatti in campagna elettorale però stanno mettendo in dubbio un ulteriore rinnovo del bonus che potrà essere riformulato o forse addirittura abolito.

Bonus 2017/2018, i sindacati consigliano di spenderlo entro il 31 agosto

Una prima incertezza riguarda la spendibilità del l'importo accreditato per il precedente anno scolastico entro e non oltre una certa scadenza: secondo la norma che l’ha introdotto e i successivi provvedimenti, le somme dell'anno scorso andrebbero spese infatti entro e non oltre il prossimo 31 agosto.

I sindacati hanno “consigliato” in maniera informale di rispettare tale scadenza anche se dal Miur hanno chiarito che si sta lavorando per rendere tali somme disponibili anche per il prossimo anno scolastico.

Diverso è il discorso dell'erogazione del nuovo bonus docenti, quello relativo all'anno scolastico 2018/2019, la cui effettiva messa in campo è ora tutt'altro che certa. Il motivo di tale incertezza deriva dal fatto che i sindacati temono che il nuovo governo giallo verde possa aver messo gli occhi sui circa 380 milioni stanziati per la causa (di cui circa venti non spesi) allo scopo di ridistribuire tali risorse su altre voci di bilancio.

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Certo, nel corso della campagna elettorale, sul tema bonus e soprattutto sull’abolizione della 107 se ne sono sentite di ogni, ma recentemente il tema è tornato vivo. Il nuovo governo, in un parere espresso dalla Commissione Cultura, solo due settimane fa ha dichiarato che “spendere 200 milioni di euro l'anno per acquistare voti è indecente” e che le “mance” di bonus docenti e bonus cultura per i neomaggiorenni sono misure “estemporanee e demagogiche” prive di effetti positivi a lungo termine, uno spreco di risorse.

Nella nota si legge altresì che se tali risorse ora destinate ad acquisti generici fossero investite anche in attività educative e formative a beneficio di chi ne ha davvero bisogno, si potrebbe controllare la qualità delle esperienze culturali messe a disposizione. Per la Commissione Cultura pentastellata insomma il bonus della carta docente non sarebbe suscettibile di apportare un concreto miglioramento della situazione e sarebbe quindi da ridefinire, considerando altre priorità.

C’è poi la questione abusi sollevata recentemente dalla senatrice pentastellata Lucia Azzolina che, interpellata sul tema della 107, ha confermato che il rinnovo della carta docente per il prossimo anno scolastico è effettivamente da valutare.

“Purtroppo ci sono stati abusi nel suo utilizzo” ha dichiarato, “magari fosse stata utilizzata solo per acquistare ciò che era previsto, il suo utilizzo destinato alla formazione è molto importante”.

Cosa ne sarà dunque del bonus docente 2019? A prescindere dalla manifesta volontà di rimetterci mano, l’ipotesi che sembra più probabile è che almeno per il prossimo anno scolastico si possa dormire tranquilli: alla luce delle dichiarazioni sopra riportate sembra difficile che si possa perseguire la strada dell’abrogazione netta, ma sembra più plausibile piuttosto un intervento relativo a destinatari e modalità di utilizzo. In ogni caso il nuovo bonus 2019 dovrebbe essere accreditato già a settembre per cui, con la pausa estiva di mezzo, i tempi potrebbero non essere affatto adeguati per poter mettere in campo tali misure già dal prossimo anno.

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