Non sarà facile trovare una sintesi su matrimoni gay nel Partito democratico, sono ancora molto diverse le posizioni dei tre candidati alle primarie dell’8 dicembre.

La posizione più aperta e chiara, forse più di sinistra, è quella espressa da Pippo Civati: “Sono per i matrimoni ugualitari, voglio che il #Pd faccia una discussione aperta, non voglio reticenze e imbarazzi, diritti e riconoscimenti uguali per tutti”, ha detto durante il confronto tra i candidati alla segreteria del Partito democratico su Sky Tg24 dicendosi anche “favorevole ad affidi e adozioni per le coppie gay”.

“Sì ad estendere i diritti civili alle coppie gay”, ha risposto Gianni Cuperlo che però ha frenato su affidi e adozioni: “discutiamone”, ha detto.

“Su questi temi – ha detto invece #Matteo Renzi a Sky Tg24 - sono più timido di Pippo e Gianni. Invidio molto chi spara certezze, salvo poi dimenticarsi di portare gli atti in parlamento. Non impantaniamoci in discussioni sul #Matrimonio, altrimenti non si fa nulla nemmeno stavolta. Io sono per la civil partnership, perché passi la legge sull'omofobia e la step child adoption”.

E’ dal luglio del 2012 che il mondo gay agita il Pd, quando la deputata lesbica Paola Concia chiese di inserire nell’ordine del giorno dell’assemblea del partito la proposta di introdurre nel programma elettorale dei democratici i matrimoni gay equiparandoli a quelli civili suscitando le ire della cattolica Rosy Bindi. La rottura allora si riuscì ad evitare introducendo nel programma il riconoscimento delle unioni civili. Ma i nodi sono pronti a tornare al pettine che emerge dal primo confronto tra i candidati alle primarie dell’8 dicembre.