Sale la tensione nella carceri a causa del sovraffollamento e con essa gli episodi di protesta dei detenuti, costretti a vivere in condizioni di detenzione incivili e ingiuste. L'ultimo episodio risale a sabato sera, secondo quanto riferito da Donato Capece del Sappe (segretario del Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria): "tre detenuti italiani del carcere di Ivrea (Piemonte) hanno dato fuoco alla propria cella. Poteva essere una tragedia, sventata grazie al tempestivo intervento dei poliziotti penitenziari in servizio, uno dei quali nella concitazione del momento si è fratturato un piede con una prognosi di 25 giorni. Bravi i poliziotti penitenziari in servizio a intervenire tempestivamente, con professionalità, capacità e competenze".

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Purtroppo questo non è altro che un ulteriore esempio di quanto sia difficile la situazione all'interno dei penitenziari italiani, tanto per i detenuti quanto per i lavoratori che devono assicurare l'ordine. Prosegue Capece: "la situazione nelle carceri italiane resta grave e questo determina difficili, pericolose e stressanti condizioni di lavoro per gli agenti di Polizia Penitenziaria".

#amnistia e #indulto: il problema del sovraffollamento e lo scontro politico tra #Governo Renzi e partiti minori

Il problema del sovraffollamento resta una delle grandi sfide storiche che il Governo Renzi ha dovuto affrontare; la risposta negli scorsi mesi è stata lo svuota carceri 2014, un pacchetto normativo finalizzato a offrire misure alternative alla carcerazione per chi ha commesso reati minori, oltre che sconti di pena e risarcimenti pecuniari per i detenuti che hanno subito condizioni ingiuste di carcerazione.

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"Una norma di civiltà" secondo quanto riferito dallo stesso Guardasigilli Andrea Orlando; resta purtroppo difficile fare di più, perché il tema in Italia è considerato un tabù e viene spesso strumentalizzato per raccogliere consenso: "se non vogliamo che sia la fiera dell'ipocrisia dobbiamo dire che è un tema elettoralmente indigeribile" ha affermato il Ministro della Giustizia nelle scorse settimane. Ma sulla questione dell'amnistia e dell'indulto i toni dello scontro si fanno sempre più accesi. L'ultimo a essere intervenuto in ordine di tempo è il Sindaco di Padova Massimo Bitonci (Lega Nord), chiarendo che secondo lui "la pietà va riservata alle vittime. Uno Stato che rimborsa i detenuti è uno Stato che sbaglia tre volte: perché non ha saputo tutelare i suoi cittadini, non ha saputo punire i colpevoli e non è stato capace di risarcire chi ha subito un danno".

Torna in calendario il progetto di legge per atto di clemenza al Senato, ma situazione resta delicata

Nel frattempo è prevista per oggi una nuova riunione sui quattro ddl per amnistia e indulto presso la Commissione Giustizia al Senato.

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Bisogna sottolineare che le norme sono state reinserite in calendario dopo la loro cancellazione e che l'atteggiamento attendista su questo punto prosegue ormai da settimane, con evidenti conseguenze sul morale di chi aspetta una risposta dallo Stato. Meglio quindi considerare questa ripresa delle discussioni con un certo distacco, proprio perché negli scorsi mesi il Parlamento è sempre risultato inconcludente sulla questione, come per altro già sottolineato dal Ministro Orlando e come più volte ribadito dal Partito Radicale. Chi sta subendo ingiuste condizioni di carcerazione non ha interesse nelle discussioni, ma vuole fatti. E voi cosa pensate al riguardo? Fatecelo sapere lasciando un commento all'articolo.