Due manifestanti sono rimasti feriti negli scontri con la polizia a Massa Carrara, durante un comizio di Matteo Salvini. I due hanno sfondato i picchetti della polizia per protestare e sono stati presi a manganellate dai poliziotti. Dopo i fatti sono stati portati all'ospedale e arrestati.

Il comizio di oggi

Ad attendere Salvini a Massa Carrara c'erano diversi contestatori, appartenenti a varie organizzazioni differenti, (anarchici, esponenti della sinistra radicale, esponenti dei centri sociali, esponenti di organizzazioni antifasciste, perfino qualche consigliere comunale), in tutto circa 300 persone. Mentre il leader della Lega stava parlando, un gruppo si è distaccato dal corteo.

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Alcuni manifestanti che facevano parte del gruppo distaccatosi hanno deciso di sfondare il cordone di poliziotti che proteggeva il comizio, ma hanno dovuto fare i conti con la dura reazione delle forze dell'ordine, che li ha presi a manganellate. Due di loro sono stati sottoposti a fermo e portati in ospedale a causa delle ferite riportate nello scontro con la polizia. Salvini durante l'accaduto ha interrotto il suo discorso, per poi concludere quasi subito la manifestazione e andarsene.

Le contestazioni di ieri

Già ieri una manifestazione della lega era stata al centro delle cronache a causa delle forti contestazioni contro Salvini, che a Marsciano, in Umbria, era stato raggiunto da uno sputo, e a Perugia aveva trovato un corteo di detrattori a protestare contro di lui. Il leader leghista si era rivolto con rabbia al ministro dell'interno Angelino Alfano accusandolo di non aver coordinato adeguatamente le forze dell'ordine che avrebbero dovuto tenere a distanza i manifestanti per permettergli di esprimere liberamente il suo pensiero.

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Ieri sera ha rilasciato delle dichiarazioni molto dure a Radio Padania: "Dove sono Renzi e Alfano? Dov'è la democrazia? Stamattina anche uno sputo in faccia ho preso! Chi agita questo clima con quattro figli di papà che giocano a fare i rivoluzionari tirando petardi tra le mamme con le carrozzine? Mi viene il dubbio che a qualcuno impedire alla Lega i comizi faccia comodo" (ansa.it). "Nonostante il mio noto dissenso dalle sue parole, mi impegnerò sempre al massimo per il suo diritto a dire ciò che ritiene di dire" (ansa.it), questa la risposta di Alfano alle accuse di Salvini, pronunciata a Spoleto in occasione dell'incontro con gli allievi sottufficiali di polizia. Ha poi continuato "non credo che abbia inibita la libertà di parola. Ma trovo indegno che qualcuno voglia impedirgli di parlare" (ansa.it). Il ministro ha poi continuando elogiando ancora i poliziotti che hanno permesso lo svolgersi del comizio della Lega a Perugia senza intoppi. Insomma, una difesa delle forze dell'ordine su tutta la linea.

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Dopo gli eventi di oggi è possibile un protrarsi delle polemiche tra i due politici, anche perchè il ministro Alfano ormai da tempo è uno dei bersagli preferiti degli attacchi dei leghisti.

I numeri del Viminale

Il Viminale ieri, nell'ambito di questa polemica, aveva reso noti i numeri ufficiali dei poliziotti che sono stati assegnati alla protezione del leader del Carroccio durante i suoi comizi. Il comunicato ufficiale dice: "Dal 28 febbraio 2015 ad oggi, in relazione alle iniziative politiche dell'onorevole Matteo Salvini, che si sono svolte in 62 province, sono state impiegate 8.465 unità delle forze dell'ordine" #Lega Nord #Matteo Salvini