In questi ultimi giorni, a causa della sentenza della corte di Strasburgo, si sente molto parlare del Ddl Cirinnà. Questo disegno di legge introdurrà anche nel nostro paese le unioni civili, con le quali anche le coppie dello stesso sesso potranno vedere ufficialmente riconosciuto il loro status di famiglia. Ecco quali sono i dettagli del Ddl.

Cosa, come e dove

Le unioni civili, secondo il testo del disegno di legge, ufficializzano il rapporto tra i due componenti di una coppia, "anche dello stesso sesso, che vogliano organizzare la loro vita in comune" (Ddl 14 disponibile per la consultazione sul sito del #Senato).

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Lo svolgimento della procedura di registrazione delle unioni civili appare molto simile a quello di un matrimonio in comune. L'unione civile deve infatti essere registrata in presenza di due testimoni, ed ogni comune dovrà dotarsi di un registro per le unioni civili sul quale risulteranno tutte le coppie che decideranno di avvalersi di questo strumento.

Cosa comportano le unioni civili

Nel momento in cui l'unione civile viene ufficializzata e registrata, la coppia che ha deciso di usufruirne è ufficialmente una famiglia, da equipararsi alle famiglie che derivano da un matrimonio, quasi per tutto. Le due parti dell'unione civile sono l'una per l'altra ufficialmente membri della famiglia, e possono godere di tutti i benefici che derivano da questo status in campo lavorativo, fiscale, di assegnazione delle case popolari.

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Se uno dei due contraenti dovesse morire, spetterebbe all'altra parte occuparsi della donazione degli organi, dei funerali eccetera. I figli nati da un'unione civile hanno esattamente gli stessi diritti di quelli nati da un matrimonio. Se un cittadino straniero decide di contrarre un'unione civile con un cittadino italiano ha il diritto alla residenza italiana. Se una coppia volesse decidere di porre fine consensulamente all'unione civile, basterà presentare una dichiarazione dove viene espressa tale volontà all'ufficio di stato civile. Esiste anche la possibilità di una fine dell'unione civile non consensuale. In tal caso una parte dovrà rendere nota all'altra la sua intenzione di interrompere l'unione tramite una richiesta di cessazione. L'effetto dell'unione stessa durerà ancora per un anno, durante il quale tale richiesta può essere ritirata.

Sulle adozioni

Nel Ddl Cirinnà è previsto che una parte dell'unione civile possa adottare il figlio del partner, esattemente come è previsto per le coppie sposate.

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Questa parte del disegno di legge ha causato molte polemiche nei "difensori della famiglia tradizionale". Secondo la linea di pensiero di questa parte della popolazione, che trova una corrispondenza anche in alcune parti politiche, questo sarebbe solo un preludio all'estensione dell'adozione di bambini da parte di due genitori dello stesso sesso, cosa che viene giudicata inammissibile. Il Ddl dovrebbe essere approvato entro l'anno, secondo le parole del premier Matteo Renzi. Vedremo se questa dichiarazione corrisponderà a verità. #Governo