Mentre si resta in attesa di possibili novità su #amnistia e #indulto in commissione Giustizia al Senato, una nuova decisione della Corte di Cassazione sull'applicazione del decreto svuotacarceri del Governo Renzi riaccende le polemiche sulla questione penitenziaria. I giudici della prima sezione della suprema Corte di Cassazione, con la sentenza numero 46966, hanno accolto favorevolmente il ricorso proposto da un ex detenuto di origini albanesi che era stato tenuto in carcere a Foggia, come migliaia di altri detenuti in Italia, in condizioni "degradanti e inumane" per via del sovraffollamento nelle celle.

Decreto svuota carceri, verdetti e polemiche sull'applicazione

L'uomo chiedeva per questa regione il mini indulto (sconto della pena del 10%) previsto dal decreto svuotacarceri targato Renzi-Orlando che prevede anche il risarcimento in denaro per gli ex detenuti.

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La richiesta del detenuto albanese è stata respinta dal magistrato di sorveglianza poiché l'uomo, dopo cinque anni di carcerazione, era stato spostato in una cella più ampia e meno degradante. "Ora mi appello direttamente al ministro della Giustizia, Andrea Orlando - ha dichiarato Rita Bernardini, componente dell'assemblea dei legislatori del Partito Radicale, commentando la sentenza della Cassazione - affinché, con un intervento chiaro d'interpretazione della norma, ponga fine a queste manfrine che discreditano l'Italia - ha detto - in una materia delicatissima come quella del rispetto dei diritti umani fondamentali".

Sconto della pena retroattivo come per indulto o amnistia

Alban Koleci ha così ottenuto, con effetto retroattivo (proprio come avviene per l'indulto o l'amnistia) un giorno di sconto della pena per ogni dieci giorni passati in carcere in condizioni di sovraffollamento.

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Secondo l'Unione delle Camere penali si tratta di un "verdetto coerente". Dello stesso avviso l'Associazione nazionale magistrati che ricordando che la questione riguarda circa 4.000 detenuti manda a dire all'esecutivo: "Applicare retroattività o l’Italia è fuorilegge e paga penali". Un problema che era già stato sollevato dai Radicali italiani - sia tramite una "memoria" presentata al governo sia tramite un'interpellanza parlamentare presentata dal deputato Roberto Giachetti (Pd) - che proprio per questo hanno sollecitato a lungo l'approvazione di indulto o amnistia per far fronte alla sentenza Torreggiani "secondo la quale i rimedi risarcitori - ha ricordato la Bernardini - dovevano essere effettivi, rapidi ed efficaci". Amnistia e indulto, auspicati anche da Papa Francesco, sarebbero senza dubbio le soluzioni più celeri ed efficienti almeno sul fronte della riduzione della popolazione carceraria.  #Papa Francesco