Dopo la consegna di 60mila firme a Montecitorio meno di un mese fa (guarda il video), è ancora aperta la campagna di adesioni all’iniziativa dei #Radicali Italiani. Una proposta di legge di iniziativa popolare per la #legalizzazione della #cannabis in Italia. Sono gli stessi Radicali sul loro sito ufficiale a rinnovare l’appello alla partecipazione, anche attraverso donazioni in denaro. Secondo i promotori della legge, con la legalizzazione si sottrarrebbero enormi profitti alle mafie, il consumo non aumenterebbe (come dimostrano i dati sui paesi dove il consumo di marijuana è consentito) e, inoltre, ne trarrebbe giovamento la ricerca scientifica impegnata nello sviluppo di farmaci a base di cannabis.

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L’uso terapeutico dell’erba sarebbe così garantito in tutto il territorio italiano e, in ultimo, anche il fenomeno del sovraffollamento carcerario verrebbe ridotto drasticamente.

I 12 punti della proposta di legge

Quella dei Radicali viene definita tecnicamente: “Proposta di legge per la regolamentazione della produzione, del consumo e del commercio della cannabis e suoi derivati presentata in Corte di Cassazione il 18 marzo 2016”. Il punto 1 prevede la libera coltivazione domestica fino ad un massimo di 5 piante, con l’obbligo di comunicazione alle autorità in caso di 6-10 piante. Nel punto 2 è prevista la possibilità di dare vita ad associazioni non a scopo di lucro, sull’esempio dei cannabis social club di Barcellona, con non più di 100 soci e 5 piante femmine a testa.

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Il punto 3 riguarda la coltivazione a fini commerciali che verrebbe regolata per legge in ogni passaggio della filiera.

Punto 4: come già accade per i pacchetti di sigarette, sulle confezioni di cannabis andrà inserita l’avvertenza che “un consumo non consapevole può danneggiare la salute”. Nel punto 5, collegato al precedente, si fa espresso divieto di aprire rivenditori in prossimità di scuole e di pubblicizzare il prodotto. Il punto 6 riguarda l’ampliamento della possibilità di accesso ai farmaci a base di cannabinoidi per i malati. Nel punto 7 si specifica che il controllo della produzione sarà affidato ministero delle Politiche agricole e al Comando carabinieri per la tutela della salute. Il punto 8 prevede la presentazione in Parlamento di una relazione annuale.

Il punto 9, abbastanza tecnico, parla di una tassazione sulla cannabis simile a quella prevista dal “Testo unico (1995) delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative”.

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Punto 10: previsione di una sanzione amministrativa, non più penale, fino a 5mila euro in caso di violazione di legge. Importante il punto 11 dove si specifica che gli introiti derivanti dal commercio della marijuana verranno utilizzati per campagne informative (10%), riduzione delle imposte sul lavoro (20%), investimenti produttivi (30%), previdenza e assistenza sociale (30%), riduzione del debito pubblico (10%). Nel punto 12 è fissata, infine, l’abolizione delle sanzioni penali “anche per l’uso personale di tutte le altre sostanze proibite”.