In queste ore le opposizioni pensano solamente al voto anticipato: nessuna delle formazioni che non hanno sostenuto il #Governo Renzi ha dato al presidente Mattarella la disponibilità di partecipare ad un nuovo esecutivo per realizzare la legge elettorale e alcuni interventi urgenti sulla crisi delle banche o sulla ricostruzione per il dopo terremoto in Centro Italia. Con qualche distinguo: se Forza Italia con Silvio Berlusconi utilizza toni più collaborativi, quanto meno per una legge elettorale condivisa, Salvini, Meloni e il Movimento 5 Stelle criticano pesantemente l’incarico di governo a Paolo Gentiloni.

Le critiche di Salvini

“Questi ci prendono per il culo!”.

Pubblicità
Pubblicità

Non va per il sottile #Matteo Salvini, denunciando come ormai sia prossimo un quarto governo con un premier non eletto da nessuno, definito “la fotocopia sfigata ed inutile di Matteo Renzi”. Così il segretario della Lega Nord rilancia le manifestazioni di piazza per chiedere di andare al voto subito, previste per il 17 e 18 dicembre.

La Meloni accusa Gentiloni

Toni molto simili quelli utilizzati da Giorgia Meloni: “Siamo passati dall’esecutivo del burattino delle lobby a quello del burattino del burattino delle lobby – attacca la leader di Fratelli d’Italia – in Italia tutto cambia perché nulla cambi”. E invita tutti gli Italiani ad una manifestazione prevista per il 22 gennaio a favore delle elezioni anticipate.

Anche il M5S per il voto anticipato

Poca differenza con quanto detto dal Movimento 5 Stelle, con Di Battista che descrive Gentiloni come “avatar” di Renzi o con Di Maio, per il quale “i cittadini non aspettano altro che di cambiare l’Italia con il loro voto, mentre c’è chi pensa in questo momento a mantenersi mega stipendi, pensioni e benefit”.

Pubblicità

Anche in questo caso si promettono prossime manifestazioni popolari di protesta, rincarando però la dose: il gruppo del #M5S non parteciperà al voto di fiducia per un nuovo esecutivo ed è pronto a dimissioni di massa dei propri parlamentari. Come si può vedere, il fronte di chi pensa di ottenere maggiori vantaggi da un voto ravvicinato si dimostra davvero compatto: il cammino di Gentiloni nella formazione di un nuovo governo non sarà certamente privo di ostacoli.