Ora che la nuova legge elettorale ispirata al modello tedesco sembra in dirittura d’arrivo parlamentare, partiti e movimenti posti alla sinistra del Pd a trazione renziana si preparano a trovare un punto di incontro. L’alternativa, infatti, è quella di non raggiungere la soglia minima del 5% delle preferenze, sparendo così dal quadro politico italiano. L’appuntamento unitario è fissato per sabato 1 luglio a Roma, dove si daranno appuntamento per una manifestazione Campo Progressista di #Giuliano Pisapia, Mdp di Massimo D’Alema e Pier Luigi Bersani, #sinistra Italiana di Nicola Fratoianni, Possibile di Pippo Civati ed altre sigle e associazioni, tra cui i Comitati per il No al referendum del 4 dicembre di Tomaso Montanari e Gustavo Zagrebelsky e l’associazione Libertà e Giustizia.

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Ma sono tanti i nomi dei big dati per vicini all’adesione alla nuova Sinistra.

Pisapia, dopo Bruno Tabacci, vorrebbe arruolare altri esponenti del cattolicesimo democratico come gli ex premier Enrico Letta e Romano Prodi. In direzione opposta va la proposta di Arturo Scotto (Mdp) che guarda con interesse ai campani Antonio Bassolino e Luigi De Magistris. In alternativa alla paventata leadership di Pisapia, poi, spunta il nome di Anna Falcone, avvocato e vicepresidente dei Comitati per il No.

Il ‘moderato’ Pisapia contro gli ‘estremisti’ di sinistra

Il nodo da sciogliere nella non ancora neonata coalizione alla Sinistra di Renzi è proprio quello della linea politica. Da una parte, infatti, c’è l’ex sindaco di Milano Pisapia il quale, dando vita al Campo Progressista, aveva in mente di porsi come la ‘stampella di sinistra’ di una improbabile alleanza con il Pd.

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Venuta meno questa ipotesi a causa della legge elettorale proporzionale, hanno ripreso fiato quanti sostengono la necessità di rompere definitivamente i ponti col renzismo.

Primarie per la leadership?

In questo senso vanno le dichiarazioni di Massimo d’Alema e degli ex vendoliani, ansiosi di archiviare il blairismo in salsa renziana per rivolgersi ai modelli rappresentati da Jean Luc Melenchon in Francia e da Jeremy Corbin in Gran Bretagna. Ecco perché Scotto ha provato a ‘scassare’ facendo il nome del sindaco di Napoli Luigi De Magistris, il ‘Masaniello’ fondatore del movimento DeMa. L’esatto opposto di quanto teorizzato da Pisapia, il quale sta facendo la corte al duo ex ulivista Letta-#Prodi. Dunque, l’unica soluzione a questa spaccatura preventiva della nuova Sinistra potrebbero essere le elezioni primarie, alle quali l’ala massimalista sta pensando di candidare contro Pisapia proprio Anna Falcone.